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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 14:01

agroalimentare, crescita del 3,8% in un anno

Export dauno dell’ortofrutta
col miglior fatturato del Sud

Mercuri: «Puglia tra le regioni più dinamiche, ma il grande rammarico è sul vino»

Export dauno dell’ortofrutta  col miglior fatturato del Sud

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Dal nuovo rapporto dell’Osservatorio nazionale sulla cooperazione agricola italiana, il Sud non esce bene eccetto la Puglia e in particolar modo la provincia di Foggia che fa registrare segnali di risveglio interessanti in particolare sull’export ortofrutticolo, con qualche rammarico. L’osservatorio, istituito dal ministero delle Politiche agroalimentari e forestali e sostenuto dalle quattro organizzazioni di rappresentanza delle cooperative dell’agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare ed Unicoop), è stato illustrato dal presidente nazionale di Fedagri, il foggiano Giorgio Mercuri, che la Gazzetta ha contattato per interpretare in chiave pugliese e foggiana quei dati che vedono il mondo delle imprese cooperative dell’agroalimentare equamente divise fra Nord e Sud (50% a testa), ma con un evidente divario nel fatturato (70% al Nord) che la dice lunga sulla strada che c’è ancora da fare. In questo scenario Foggia e la Capitanata si muovono «benino», almeno sul fronte dell’export ortofrutticolo: «La crescita delle nostre imprese in questo settore - dice Mercuri - è identica a quella del Nord, con un fatturato medio aumentato del 3,8%. Questo è il risultato della politica che un po’ tutte le aziende foggiane stanno attuando di orientare il proprio mercato verso l’estero cercando di conquistare quote sempre più significative. La Puglia - aggiunge il presidente delle cooperative dell’agroalimentare italiane - rispetto a tutte le altre regioni presenta un fatturato di segno positivo, stiamo parlando della regione più dinamica sull'agroalimentare nel Mezzogiorno. È chiaro che abbiamo potenzialità enormi e che non riusciamo ancora a sfruttare a dovere».

Il grande rammarico di Giorgio Mercuri riguarda la produzione vinicola, ferma nella maggior parte dei casi ancora all’anno zero, fatta eccezione per poche realtà. «I valori sul vino purtroppo non sono cambiati - sottolinea Mercuri - non riusciamo a dare la giusta spinta in questo settore, le nostre cantine sia foggiane che pugliesi continuano a produrre più prodotto sfuso che imbottigliato. Eppure il mercato in questo settore tira tantissimo ancora all’estero: siamo il paese maggior produttore di vino al mondo, ma a fronte di un calo delle esportazioni nell’ultimo anno è aumentato il fatturato delle aziende. Segno che all’estero il prodotto di qualità viene venduto e che i consumatori non fanno una questione di prezzo. Peccato che mlti vinicoltori non l’abbiano ancora capito, ostinandosi a vendere sfuso un prodotto che, se imbottigliato, assumerebbe ben altro valore di mercato».

L’osservatorio fornisce ogni anno l’identikit del comparto. Secondo la ricerca realizzata da Nomisma, nel 2015 sono 4.722 le imprese attive associate, con 90.542 addetti e 771mila adesioni. Ma il Nord, come detto, corre di più e il Sud non ha ancora imparato la lezione.

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