Martedì 17 Luglio 2018 | 10:00

Svolta dopo i primi 80 anni

Cartiera di Foggia
ecco il piano industriale

Il futuro del nuovo Poligrafico sulle carte valori e i sistemi anti-contraffazione

Cartiera di Foggia ecco il piano industriale

di Masimo Levantaci

FOGGIA - «Il rilancio dell’Istituto poligrafico su Foggia sarà sulle carte valori e sui sistemi anti-contraffazione». L’amministratore delegato dell’Ipzs, Paolo Aielli, delinea il futuro della Cartiera nell’industria 4.0 e pensa in funzione dell’opportunità offerta dalle nuove tecnologie per «ringiovanire» una fabbrica di ottant’anni. Qualcuno storce il naso: i sindacati, ad esempio, scettici sulla riduzione della commessa per le targhe automobilistiche peraltro ancora da quantificare. Ma ieri i vertici dell’Ipzs, dall’ad Aielli al presidente Domenico Tudini, hanno aperto sostanzialmente una linea di credito con le autorità locali e il territorio perchè la scommessa non è da poco: promuovere una riconversione industriale facendo leva sulle enormi potenzialità offerte oggi dall’informatica. Perchè quando si dice “carte” il pensiero non corra più ai vecchi fogli fatti con paglia e cellulosa, ma a pellicole fatte con il silicio e impilate di dati alfanumerici. Qualcosa che oggi a malapena si percepisce con le modeste conoscenze di base attuali (per i comuni mortali).

Giornata da incorniciare nello stabilimento di via del Mare, caratterizzata al mattino dalla cerimonia ufficiale alla presenza del sindaco Franco Landella, del prefetto Maria Tirone e dei parlamentari Colomba Mongiello, Angelo Cera. Nel pomeriggio sono stati poi ammessi in fabbrica i dipendenti con le loro famiglie, in segno di «gratitudine» per i sacrifici che anche i congiunti hanno dovuto sostenere per tenere in vita una fabbrica che ha conosciuto nei suoi ottant’anni più di qualche periodo buio. «Questa fabbrica è l’orgoglio della nostra città, un patrimonio da proteggere - ha sottolineato il primo cittadino - perchè vorremmo che torni a essere garanzia di sviluppo produttivo e di posti di lavoro». L’Ipzs oggi sembra fuori da una crisi durissima durata fino al 2014 e di cui Aielli coraggiosamente non fa mistero: «Il punto più critico l’abbiamo toccato qualche anno fa - ricorda - quando per problematiche di tipo amministrativo le produzione proprie dello Stato venivano fatte da altri. Abbiamo assistito a un assalto indiscriminato di operatori privati sulle commesse del poligrafico, a progressivo depauperamento delle sue produzioni». Il riferimento, neanche tanto velato, è alla commessa per la stampa dei bollini del Gioco del lotto che Foggia si era vista scippare «e che abbiamo riconquistato - dice Aielli - non già grazie a una legge che ci avrebbe dovuto tutelare, bensì in virtù del nostro livello competitivo raggiunto altrimenti probabilmente sarebbe andata perduta per sempre». Parliamo comunque di produzioni pubbliche in cui la presenza statale è considerata di garanzia. «Attività sensibili - incalza il prefetto Maria Tirone - in cui la presenza dello Stato è necessaria. Questa azienda ha dimostrato di saper fare impresa», aggiunge la rappresentante dello Stato che poi sottolinea il ruolo dell’Ipzs nella gestione delle bonifiche: «La presenza dell’area chimica vicino allo stabilimento (la fabbrica di gas tossici voluta dai nazisti durante la seconda guerra mondiale e mai bonificata: ndr) poteva diventare un problema per questa città, aver agito con tempestività è un segnale di grande attenzione». «La bonifica ambientale è la nostra priorità», puntualizza Aielli in vari punti della sua relazione. Ne pubblichiamo uno stralcio: «Nel prossimo triennio l’Istituto ha avviato un piano di investimenti di circa 300 milioni di euro, mediante il quale verranno rinnovati tutti gli impianti industriali, le infrastrutture informatiche e le strutture immobiliari della società. Lo scopo è quello di offrire allo stabilimento di Foggia nuove realtà produttive da aggiungere alla riconquistata produzione degli scontrini del gioco lotto».

Il piano strategico per Foggia di Ipzs prevede, infatti, nel triennio 2017-19 investimenti per un totale di oltre 70 milioni di euro. Così ripartiti: investimenti produttivi per circa 52 milioni di euro che riguarderanno la linea in tondo per carte speciali/filigranate, gli ologrammi e l’ammodernamento della linea targhe; investimenti per l’installazione dei sistemi informatici di disaster recovery per circa 10 milioni; investimenti nell’ordine di 10 milioni per l’adeguamento strutturale dello stabilimento. A questi si aggiungono i costi della bonifica in corso dell'area Parco Paglia, interamente sostenuti dal Poligrafico.

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