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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 18:06

Il centro commerciale messo in sicurezza

GrandApulia il sequestro
spazza pure le assunzioni

GrandApulia il sequestrospazza pure le assunzioni

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Centro commerciale riaperto fino a ieri sera alle 22, ma solo per consentire la messa in sicurezza locali alcuni dei quali lasciati in fretta e furia il giorno del maxi sequestro. Chi è passato dalle parti del GrandApulia negli ultimi due giorni avrà certamente notato un certo viavai agli ingressi dell’ipermercato, tanto forse da aver pensato che qualcosa stesse mutando nello scenario fosco della clamorosa inchiesta giudiziaria per «inquinamento ambientale» e «lottizzazione abusiva».

Nulla di tutto questo, i magistrati hanno soltanto consentito agli operatori commerciali di far ritornare gli operai all’interno della struttura per far chiudere saracinesche, eliminare i fili della corrente lasciati appesi, completare insomma tutte quelle operazioni che la mattina del 25 novembre non era stato possibile concludere per l’esecuzione delle operazioni di sequestro da parte degli agenti del corpo Forestale e della Guardia di finanza.

A quanto pare ai proprietari dei marchi sarebbe stato anche consentito di recuperare la merce contenuta nei magazzini, ma pochi lo avrebbero fatto in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. La merce deperibile invece era stata già portata via dal centro commerciale nei giorni immediatamente successivi al sequestro, tanto è vero che Coop ha avuto la possibilità di svuotare i magazzini, oltre che di riposizionare i propri dipendenti (40) nell’ipermercato della Mongolfiera, in viale degli Aviatori, in attesa anche in questo caso di capire se l’accordo sindacale alla base del trasferimento potrà essere portato a termine oppure bisognerà riscriverne un altro.

Proprio sui dipendenti si concentra adesso una delle partite più spinose per il GrandApulia dal momento che le circa ottocento assunzioni annunciate allo stato dei fatti si sarebbero ridotte in gran numero. Al 30 novembre sono infatti cessati i contratti di “formazione” che aveva sottoscritto la maggior parte dei futuri dipendenti del centro commerciale. Gli accordi prevedevano per gran parte di costoro l’assunzione dal 1 dicembre, ma il sequestro ha ovviamente troncato anche questa opportunità. I lavoratori sono «frastornati e delusi», aveva detto nei giorni scorsi la portavoce durante la manifestazione di mercoledì scorso davanti a Palazzo di città. I loro sfoghi sono consegnati ai social network, su Facebook in particolare si può leggere un po’ di tutto. Alcuni di essi avrebbero già tagliato ogni legame con il GrandApulia potendo scegliere di andare a lavorare da qualche altra parte, ma quelli con un’alternativa già in tasca sono forse i più fortunati.

Nel frattempo sul fronte dell’inchiesta è prevista la prossima settimana una nuova campionatura dei terreni sullo stato di inquinamento del sottosuolo. La Procura, come si ricorderà, denuncia «l’omessa bonifica del sito potenzialmente inquinato» e punta il dito sulle «evidenti risultanze derivanti dalle analisi delle acque sotterranee, tutte non conformi alle Concentrazioni soglia di contaminazione per parametri di riferimento quali nitriti, fluoruri, solfati, triclorometano, tricoloetilene, tetracloroetilene».

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