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Il maggiore Sciarappa direttore amministrativo

Un carabiniere curerà
i conti dell’Asl Foggia

Un carabiniere curerà i conti dell’Asl Foggia

di Massimo Levantaci

FOGGIA - L’aveva annunciato un anno fa, Vito Piazzolla, che sulla poltrona di direttore amministrativo dell’Asl voleva un carabiniere. Ora finalmente l’ha trovato. Ieri la presentazione di Marcello Sciarappa, foggiano, 52 anni, maggiore dell’Arma da trenta, ora in aspettativa, ex comandante dei Nas di Pescara per 11 anni e operativo già da un mese. Perchè un militare? «E’ il più bravo», se l’è cavata con una battuta il direttore generale. Ma nell’Azienda sanitaria locale depredata dai furbetti dei flaconi pagati sessanta volte il costo reale e delle cinque inchieste su appalti truccati (dai taglia-aghi ai soprascarpe, alcune già a sentenza anche in secondo grado), forse ci voleva un guardiano dei conti un po’ più vigile che evitasse pericolosi ritorni al passato. Sciarappa di esperienza nel settore ne ha da vendere, per aver comandato il nucleo antisofisticazioni per così tanto tempo ed essere passato anche attraverso un’esperienza diretta all’Asl dell’Aquila con medesimo incarico un anno fa. Così ieri ha spiegato per sommi capi alla Gazzetta in cosa consiste il suo ruolo: «Si seguono le procedure, abbiamo un bilancio di 1,2 miliardi di euro e pensare di poter controllare tutti i rivoli finanziari non sarebbe possibile se non si seguisse uno schema». Ebbene all’Asl assicurano di aver cambiato verso, anche se Piazzolla lascia che lo dica il direttore sanitario Antonio Battista: «Questa direzione generale per la prima volta non è serva della politica. Avevamo l’impressione di entrare in una sorta di Gomorra, quando siamo arrivati. Non che i problemi ora siano risolti se pensiamo che questa è l’Asl di Puglia con meno risorse rispetto a tutte le altre provincie, per giunta con una regione che ha sottofinanziato le strutture sanitarie. Siamo partiti da una situazione grave - ha aggiunto Battista - ma di certo noi le magagne siamo venuti per scoprirle».

Ieri i vertici dell’Asl hanno presentato il piano di programmazione triennale dell’assistenza sanitaria sul territorio che coinvolge i 61 comuni. Significativo che per un giorno la struttura si sia trasferita nell’ormai vecchia sede di piazza della Libertà, dove oggi ci sono solo ambulatori e che «da fine anno - ha assicurato il dg - ospiterà tutta la diagnostica di terzo livello». La sanità territoriale in Capitanata deve fare i conti con le «lunghe distanze da un centro all’altro», i disagi causati anche da una rete stradale ridotta in brandelli basti pensare alle strade dei Monti dauni. Premesso che l’idea di Piazzolla è quella di «aprire un presidio sanitario in ciascuno dei 61 comuni», molto sarà fatto per sopperire a ritardi e carenze facendo ricorso alla telemedicina e fornendo ai medici di base «un supporto tecnologico di bassa intensità per eliminare le liste d’attesa». «Vogliamo passare dalle cure alla salute - lo slogan di Piazzolla - ci vuole comunicazione». Per il momento l’Asl chiederà alla Regione di finanziare «con alta priorità il 50 per cento dei 71 milioni di euro destinati dal bilancio regionale, ci sono anche i 15 milioni per costruire la nostra nuova sede». «Stiamo provando a sviluppare la concertazione con i Comuni - ha sottolineato ancora il dg - abbiamo spacchettato gli investimenti proprio per armonizzare meglio la programmazione fra un centro e l’altro sugli otto distretti della provincia. I comitati dei sindaci non erano ancora stati costituiti - ha aggiunto Piazzolla - lo consideriamo un elemento di forte sinergia con i territori». Incontri già avvenuti nei distretti dei Monti dauni, Cerignola, Orta Nova. «Vogliamo che la gente non rischi la pelle anche nel territori più isolati, fare in modo che l’ambulanza del 118 impieghi un quarto d’ora, massimo venti minuti per arrivare a destinazione». Il piano è lanciato, con la messa in sicurezza dei conti si potranno ottimizzare meglio anche le risorse per la salute. Almeno negli auspici.

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Commenti all'articolo

  • robsac

    08 Novembre 2016 - 08:08

    Bene queste iniziative, ma si possono usare i pochi soldi per potenziare la prevenzione che non si fa. Per le zone difficile da raggiungere come i monti Dauni ed il Gargano una soluzione potrebbe essere l'uso di camper attrezzati per portare il servizio in loco invece di fare spostare le persone anziane. Roberto Saccozzi

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