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produttori in piazza

«Con il grano estero
è allarme micotossine»

Grano duro, mancano i silos per fare nuovi investimenti

di MASSIMO LEVANTACI 

FOGGIA - Gli agricoltori di “Grano salus” sono tornati ieri a fare la voce grossa con la commissione prezzi della Camera di commercio, dopo i volantini e l’appello alla «trasparenza dei prezzi» nell’ultimo evento di Assocamere estero sulla dieta mediterranea di venerdì scorso. Volevano verificare se l’accordo stretto la settimana scorsa da Divella con Coldiretti e il consorzio agrario del Centro-Sud fosse già stato recepito dal mercato. Risposta negativa, la commissione prezzi ha registrato solo uno striminzito aumento «fisiologico» di 1 euro al quintale del prezzo che così risale a 23 euro. Ma del contratto di filiera fra il pastificio di Rutigliano e i produttori del Foggiano e Bat - per l’acquisto di 4 mila tonnellate di grano duro con proteine 14 - neanche l’ombra. «Un accordo spot - l’ha bollato così Saverio De Bonis, portavoce del movimento - una finta solo per mettersi con le spalle al sicuro: 4 mila tonnellate si lavorano in quattro giorni, e per gli altri 361 che si fa, si torna all’antico? Se un contratto del genere lo estendessero a tutto l’anno diventeremmo i primi alleati di Divella e della Coldiretti». A stretto giro ieri pomeriggio Coldiretti Puglia ha così replicato alle preoccupazioni di “Grano salus”: «Nell’accordo si parla solo di una prima partita - risponde il direttore Angelo Corsetti - ovvero di un pezzetto di intesa che garantisca il reddito agli agricoltori per fare il grano in un certo modo. Sarà in vigore dalla campagna agricola 2016-17, mi domando piuttosto perchè gli agricoltori, che contestano il nostro accordo, non si rallegrino per l’etichettatura obbligatoria anche per la pasta che stiamo portando a casa grazie alle proteste di Coldiretti davanti al porto di Bari sin dal febbraio scorso. Divella ha preso coscienza della questione “grani esteri” proprio a seguito delle proteste di Coldiretti».

Gli agricoltori di “Grano salus” (un migliaio di associati tra Puglia, Molise, Basilicata e Campania, consumatori “simpatizzanti” un po’ in tutte le regioni) formano un movimento piuttosto radicale, che va oltre le battaglie di Coldiretti; professano, per dire, il consumo della pasta integrale «più genuina di quella tradizionale». E sono contrari all’esasperazione dell’alto tasso di proteine richiesto dai pastai, sollevano un problema «etico e tossicologico» sui grani attualmente in commercio in arrivo dall’estero. Sono seriamente preoccupati dell’incidenza della chimica, temono il dilagare delle micotossine sulle partite di grano importato, denunciano l’uso spregiudicato del glifosate, un potenziale cancerogeno, con il quale verrebbe irrorato il grano canadese prima di essere raccolto «vietatissimo in Italia dal 22 agosto, eppure di pasta così se ne continua a fare». «Grano che oggi costa al mercato 33 euro il quintale, mentre il nostro a malapena ce lo pagano a 20 perchè tre euro se ne vanno per il costo del trasporto. Siamo distanti di 13 euro dal mercato internazionale - dice De Bonis - qualcuno ci dovrà spiegare cosa sta succedendo e per quale motivo dobbiamo essere sempre incudine». Ieri mattina una cinquantina di produttori erano davanti alla sede della Camera di commercio, con loro anche il parlamentare dei Cinquestelle Giuseppe L’Abbate che ha seguito la delegazione di Grano salus nel breve incontro che c’è stato con il dirigente della Camera di commercio, Michele Villani che presiede la commissione prezzi. «Vogliamo che la Cun (commissione unica nazionale: ndr) sul grano duro venga costituita a Foggia - dice l’on. L’Abbate - è questa la sua sede naturale, ormai i tempi stringono perchè il mercato del grano venga regolato da criteri di trasparenza ed equità». L’ipotesi che si fa largo a proposito della nascita di due Cun - a Foggia per il duro, la seconda a Bologna per il grano tenero - «è uno schema condivisibile - dice L’Abbate - purchè non si perda di vista il ruolo della Capitanata quale sede naturale di un organismo che dovrà attribuire una quotazione al grano e individuare una tendenza di mercato attendibile e razionale».

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