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sos al sindaco landella

Troppi i «pass» concessi
a falsi invalidi e disabili

Troppi i «pass» concessi  a falsi invalidi e disabili

FOGGIA - «Non è nostra intenzione creare particolari allarmismi, ma stiamo osservando un fenomeno che ormai si è sparso a macchia d’olio e che vede la presenza di un numero considerevole di contrassegni esposti sulle macchine parcheggiate negli spazi riservati, soprattutto in centro. E’ pur vero che ci sono 160.000 abitanti, ma è allucinante una percentuale del genere. Noi siamo scettici sulla regolarità e siamo supportati da i quotidiani episodi della vita che ci inducono ad esserlo». Inizia così una letera aperta, civile ed appassionato, dei “veri disabili” di Foggia inviata al sindaco Landella per la questione dei “pass” e degli stalli loro riserrvati.

«Ci rendiamo conto, anche se paradossalmente, che è difficile trovare strumenti per eliminare questi fenomeni ormai così vasti e diffusi su tutto il territorio e che la soluzione comporterebbe dispendio di energie e di denaro. Ma pur accettando passivamente questa considerazione, ci domandiamo il perché non si debba provvedere a farlo almeno quando la soluzione è a portate di mano e di facile attuazione», continua la lettera aperta che aggiunge: «Ci riferiamo alla fase di rilascio dei contrassegni ormai così numerosi da far dedurre che Foggia è diventata una “Città di disabili” al punto da poter essere inserita forse nel “guinnes” dei primati. Ci scusiamo per questa giustificata ironia, ma Sig. Sindaco, una volta per tutte, almeno Lei faccia qualcosa!! Vogliamo aiutarla noi, nel ricordarle e nel contempo anche per rinfrescare la memoria a quelli che sono addetti alla valutazione per il rilascio dei contrassegni, che i requisiti per ottenerlo sono specifici, chiari e molto selettivi, e attengono alle seguenti patologie: disabilità permanenti in persone riconosciute come invalide, “con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta”; cecità, e in questo caso il contrassegno si chiama ‘permanente’, ma è soggetto a verifica ogni 5 anni; disabilità temporanea, con un rilascio a tempo determinato limitato al solo periodo di inabilità».

«Purtroppo invece si è costretti ad osservare costantemente che dalle macchine che espongono il contrassegno, dopo aver parcheggiato, scendono persone con normalissime funzioni di deambulazione e non certamente accompagnate da ciechi o altre in carrozzella. Per i trasgressori, la legge è molto chiara e prevede delle sanzioni: se si sosta in uno degli spazi riservati ai disabili senza esporre il tagliando la multa prevista è di 78 euro oltre alla rimozione del veicolo; se si utilizza il contrassegno altrui procurando a sé o ad altri un vantaggio è prevista la reclusione fino a un anno chiunque utilizzi un Contrassegno invalidi falso è punito con la reclusione da 2 mesi a un anno; se il titolare del Contrassegno espone una fotocopia dello stesso è punito con la reclusione da 2 mesi a un anno», ricorda la lettera aperta dei “veri disabili” che aggiunge ancora: «A nostra memoria non ci risultano persone multate per queste gravissime infrazioni. E così constatiamo che a causa di questa “disabilità epidemica” a Foggia non si trova più un parcheggio e più delle volte, soprattutto in centro, neanche a pagamento. Chi veramente ne ha bisogno dopo numerosissimi forzati giri è costretto a rientrare nella propria abitazione. E come, “dulcis in fundo”, si aggiunge l’ultimo suo provvedimento sindacale che impedisce al disabile di parcheggiare liberamente nelle zone delimitate con strisce blu, così come accade in tutte le altre città d’Italia. Questo provvedimento ha danneggiato solo noi, veri disabili, in quanto gli altri non hanno fatto altro che occupare tutti gli spazi riservati, sia vecchi che nuovi. Un accorato appello a lei Sig. Sindaco: crede che questa iniziativa sia valsa ad eliminare tutti gli “abusivi della disabilità? Faccia invece un atto di coraggio e inviti tutti i possessori di contrassegno a verifica, costituendo nel contempo una commissione specifica per la valutazione dei requisiti previsti dalla legge, e forse riuscirà e ce lo auguriamo, ad eliminare, o quantomeno a ridurre quei favoritismi ormai consolidatisi con l’istituto della raccomandazione, considerato ormai una vera e propria istituzione nel Costume Italiano. Comunque ci affidiamo alla sua sensibilità e se non lo dovesse fare, la ringraziamo lo stesso».

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