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La mamma dell'aggressore

Pestaggio a scuola: «Mio figlio
da anni è vittima di bullismo»

L'episodio avvenuto al Pacinotti in cui un ragazzo di 18 anni ha perso un occhio

Pestaggio a scuola: «Mio figlioda anni è vittima di bullismo»

Ha tentato il suicidio iI sedicenne che la mattina del 24 ottobre davanti all’istituto «Pacinotti» ha colpito con due pugni al volto un altro studente di 18 anni che ha perso un occhio. Lo rivela il padre del minorenne - denunciato a piede libero dalle «volanti» per lesioni gravi - in una lettera alla «Gazzetta». «Sono il genitore del ragazzo coinvolto nei fatti accaduti il 24 ottobre davanti al Pacinotti. In questi giorni di sofferenza ho preferito rimanere in silenzio anche per rispetto del ragazzo che ha subito la grave conseguenza; e per questo ci sentiamo io e la mia famiglia addolorati per quanto accaduto. A ciò si aggiunge la mia sofferenza per mio figlio, da tempo vittima di atti di bullismo, e la pressante necessità di rasserenare il suo stato d’animo, già segnato da vessazioni, prese in giro e ridicolizzazioni davanti ad altri studenti per una sua disabilità. Nell’anno scolastico precedente» scrive il genitore «presso un’altra scuola mio figlio fu vittima di un’aggressione da parte di due ragazzi: uno lo mantenne, l’altro lo prese a calci, nell’indifferenza di decine di altri ragazzi. Non sporsi denuncia perché ci fu il diretto intervento della preside che affrontò egregiamente la situazione. Nel presente anno scolastico mio figlio ha provato a rifrequentare lo stesso istituto ma nonostante, quanto operato dalla scuola, ormai nella sua mente l’ambiente e le persone lo facevano tornate a quel tragico giorno, a quella brutta esperienza. Per queste ragioni quanto accaduto all’interno ed all’esterno del “Pacinotti” il 24 ottobre lo ha destabilizzato e traumatizzato ancor più, tanto che è ancora ricoverato per continui stati di ansia e crisi nervose; in un’occasione ha addirittura pensato ad un atto estremo, a farsi del male con le sue mani: solo grazie alla vicinanza mia e della madre ha desistito dal compiere gravi atti di autolesionismo».
«Il mio ragazzo» prosegue la lettera «è da sempre vittima di tantissimi episodi di bullismo scolastico sia fisico sia in taluni casi psicologico, oltre che di emarginazione sociale. Solo i genitori che vivono la mia stessa situazione giorno dopo giorno e tutto questo per anni, si rendono conto e possono capire davvero di quanto la colpa sia principalmente di questa società votata all’indifferenza e all’emarginazione del cosiddetto “diverso”. In questa vicenda sono purtroppo entrambi i ragazzi vittima di un mondo ormai privo di valori. La tragedia che ha colpito quel povero ragazzo e la sua famiglia è per me e la mia famiglia, mio figlio compreso, motivo di grande dolore. Siamo consapevoli che in una tale circostanza le parole sono inutili e potrebbero addirittura apparire non sincere o di circostanza, ma come genitore garantisco che non è così, vorremmo tornare indietro nel tempo a due minuti prima dei fatti, ma non è possibile purtroppo, possiamo solo con sincera commozione essergli vicini nel dolore. Abbiamo e avremo problemi enormi da affrontare per i nostri figli, certamente con contenuti e aspetti diversi, che ci porteremo dentro per sempre».

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