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Stop a dieci mesi di trattative

Foggia, stop al rinnovo
per 50 mila braccianti

Colpa della legge sui caporali. Ma i sindacati accusano: «È un ricatto». Proclamate otto ore di sciopero

Foggia, stop al rinnovo  per 50 mila braccianti

di Massimo Levantaci

FOGGIA - L’approvazione della legge contro il caporalato ha prodotto come primo effetto la sospensione delle trattative per il rinnovo del contratto provinciale dei lavoratori agricoli. Una «scelta immotivata» secondo le segreterie nazionali Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil che usano parole forti per stigmatizzare il comportamento di Confagricoltura nazionale presso le cui unioni agricoltori sono in corso le trattative da circa un anno per il rinnovo contrattuale con le segreterie provinciali dei sindacati di categoria e le organizzazioni agricole Coldiretti, Cia e Copagri (nonchè la medesima Confagricoltura). «Legare il rinnovo dei Cpl, le cui trattative durano da dieci mesi e sono in molti casi in fase avanzata, alla promulgazione di una legge - puntualizzano le sigle di categoria - è un ricatto inaccettabile che non fa onore ad una organizzazione che dichiara tutti i giorni di rappresentare esclusivamente imprese che applicano i contratti di lavoro e rispettano le leggi sociali. Al contrario Fai, Flai e Uila ritengono che sia ormai necessario andare al rapido rinnovo dei contratti provinciali che interessano oltre un milione di lavoratori e che sono scaduti da dieci mesi. La struttura contrattuale in vigore nel settore lega, infatti, ai rinnovi dei Cpl - aggiungono i sindacati - una parte degli incrementi salariali utili a garantire il potere d’acquisto delle retribuzioni; inoltre, la maggior parte degli addetti sono lavoratori stagionali per i quali è difficile recuperare gli aumenti contrattuali che saranno definiti».

Per tutte queste ragioni i sindacati hanno proclamato uno sciopero di otto ore dei lavoratori agricoli a partire dal 7 e fino al 20 novembre nelle varie articolazioni territoriali. In Capitanata il blocco delle trattative interessa oltre 50 mila lavoratori agricoli e incide su una dialettica imprese-sindacati allo stato tra le più avanzate a livello nazionale che aveva partorito anche scelte importanti come l’adozione della figura del “lavoratore polivalente” ai fini contrattuali, punto di incontro fra richieste di aumento salariale (lavoratori) e il contenimento dei costi (le imprese). Per il presidente di Confagricoltura Foggia, Onofrio Giuliano, la sospensione «non solo è necessaria, ma doverosa dopo l’approvazione di una legge - puntualizza - che equipara il caporalato all’imprenditore agricolo. Siamo d’accordo sull’impianto della riforma, siamo tutti convinti che si debba combattere il lavoro irregolare, ma non possiamo tollerare che si facci di tutta un’erba un fascio. Quelle che un tempo erano semplici sanzioni amministrative diventano oggi reati da far pagare anche con l’arresto. Confidiamo nell’adozione di meccanismi di modularità, perchè una legge così fatta è sbagliata e lede gli interessi di tutto il mondo agricolo, per questo meglio sospendere le trattative sul contratto in attesa di capirci qualcosa in più». Duro anche il giudizio di Confagricoltura nazionale: «Non è possibile - riferisce una nota della giunta - che una legge dello Stato crei il rischio potenziale di colpire indiscriminatamente i datori di lavoro di un settore che occupa più di un milione di persone e che ha mantenuto i livelli occupazionali anche in questi anni di crisi e di difficoltà. Non si può trattare allo stesso modo chi, con violenza, intimidazioni e minacce, sfrutta e schiavizza i lavoratori e chi, invece, assume e assicura regolarmente i propri dipendenti e incorre in violazioni che riguardano aspetti non sostanziali del rapporto di lavoro, magari per circostanze plausibili». La segreteria territoriale della Fai Cisl però contrattacca: «La contrattazione non può essere legata alle disposizioni legislative in materia di caporalato appena varate dal Parlamento - ricorda il segretario Franco Bambacigno - basti ricordare che Confagricoltura ha sottoscritto tutti i protocolli, sia a livello nazionale che provinciale, contro ogni forma di caporalato e di illegalità in agricoltura. Questo atteggiamento, oltre ad essere contraddittorio - avverte il sindacalista - spingerà i lavoratori ad intraprendere ogni forma di protesta e azione di tutela per raggiungere la salvaguardia del rinnovo contrattuale che è alla base dei diritti e doveri che le parti devono sancire nel rispetto reciproco».

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