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A Foggia

Assenteismo all'Ataf
«Media di 19 giorni l'anno»

L'azienda pubblica più volte salvata dal crac. Trattativa con i sindacati. Ma sono tutti permessi per la 104?

Assenteismo all'Ataf«Media di 19 giorni l'anno»

La polemica è fuori dal palazzo, ma riguarda l’Ataf, la Cgil ed il circolo Alternativa Libera che può contare in consiglio comunale sulla sponsa di due consiglieri, Rizzi e Sciagura. Oggeto del contendere l’assenteismo nell’azienda di trasporto pubblico fatta rilevare dal portavoce del ciroclo Alternativa Libera, Giorgio Cislaghi.
«Mi spiace dover entrare in polemica con un sindacato rappresentativo dei lavoratori ATAF ma non posso che rispondere per aver espresso un solo commento sui tassi di assenteismo in Ataf. Ai sindacalisti della FILT-CGIL sarebbe utile capire cosa vuol dire “tassi di assenteismo intollerabili” con un servizio pubblico efficiente, economicamente sostenibile e, trattandosi di trasporti pubblici, integrato in un piano per le mobilità sostenibile. Alla stessa FILT-CGIL voglio ricordare che “la proprietà” di ATAF è pubblica, l’azienda è dei cittadini foggiani che pagano di tasca loro per tenerla in vita. Pagano con i soldi trasferiti dal Comune di Foggia, pagano con il biglietto, pagano con la sosta tariffata e l’utile che dovrebbe essere loro restituito è solo un servizio di trasporto efficiente cosa che, purtroppo, non è», afferma Cislaghi che aggiunge: «Probabilmente ha confuso il termine “intollerabile” con “ingiustificato”: conosco bene la differenza tra i due termini e se ho usato il termine “intollerabile” l’ho fatto a ragion veduta.»
«Non sono tollerabili 19,3 giorni di assenza dal lavoro pro capite (fonte ATAF) per un’azienda pubblica perché sono sintomo che qualcosa non va e, da ex sindacalista chiedo ai compagni della FILT-CGIL cosa intendono fare per tutelare la salute dei lavoratori perché, mi sembra quasi ovvio, che il dato dei giorni di assenza palesi una insalubrità dell’ambiente di lavoro e/o della città in toto, cosa ancor più ovvia se la si raffronta alle giornate di assenza dei settori privati che si attestano attorno agli 8/9 giorni pro lavoratore. Non sono tollerabili questi tassi di assenza per un’azienda che è finita sull’orlo del fallimento più volte, e più volte salvata con i sacrifici dei suoi proprietari (i cittadini foggiani, la comunità foggiana) perché sono ore di servizio pubblico non reso che, insieme alle “carenze strutturali” di ATAF (mezzi di trasporto vecchi e in numero insufficiente) contribuiscono alla percezione di un servizio pubblico insoddisfacente.»
«Probabilmente dietro il dato medio di 19,3 giorni di assenza ci sono situazioni molto diverse, ossia c’è chi non ha totalizzato nessun giorno d’assenza e chi ne ha totalizzati il doppio, situazioni che dovrebbero essere analizzate per far emergere i problemi di salute dei lavoratori individuando le cause delle assenze per malattia e i rimedi necessari per diminuire le assenze per altre cause (legge 53/2000 e 104)», afferma ancora il portavoce di Alternativa Libera che chiede alla Cgil «più impegnonella tutela della salute dei lavoratori e nella tutela della proprietà pubblica dell’azienda perché sono tante le pressioni affinché il servizio di trasporto pubblico urbano passi a gestione privata cui si dovranno garantire degli utili economici indipendenti dalla qualità del servizio reso. Io, nel mio piccolo, sostenni il “piano per la sosta tariffata” come parte integrante di un piano per la mobilità sostenibile basato sulla razionalizzazione del servizio, il “Park and Ride”, la pedonalizzazione del centro città e altro. E’ con queste proposte che si evitò la messa in vendita di ATAF. E’ totale il mio dissenso con l’attuale amministrazione comunale che recupera soldi, ancora una volta, dalle tasche dei cittadini (25 euro per il rilascio del “permesso residenti”) e, cosa particolarmente insopportabile, anche da chi è disabile.»

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