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Denuncia del sindacato

Lotta al caporalato
«Ma le aziende pagano?»

Lotta al caporalato«Ma le azienda pagano?»

Lotta dura ai caporali, meno alle aziende agricole colte con le mani nel sacco nell’assunzione di manodopera illegale. La tendenza sembra ormai essere questa dopo la serie di controlli effettuata e ancora in essere nei campi del Foggiano. E’ la denuncia di Franco Bambacigno, segretario della Fai Cisl. «Grazie alle ultime operazioni di polizia, è stata colpita la manovalanza – sottolinea il dirigente sindacale - ma, anche se molte aziende sono state ispezionate, ancora non abbiano notizie di aziende agricole colpite da provvedimenti giudiziari. Per questo, auspichiamo che l’azione di contrasto possa proseguire anche in questa direzione, estirpando in maniera ancor più decisiva questo ‘cancro’ che, da troppi anni, affligge la nostra agricoltura e la nostra società».
Negli ultimi tempi in Capitanata il caporalato ha subito un duro colpo grazie alle azioni coordinate dalla Prefettura in seguito al protocollo d’intesa firmato dalle istituzioni locali lo scorso agosto. L’intensificarsi dell’azione repressiva - riconosce la segreteria Fai - messa in atto dalle forze dell’ordine, dall’Ispettorato e dal Nil, il nucleo ispettivo dei Carabinieri, in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del caporalato in agricoltura, merita non solo il plauso di tutte le organizzazioni del settore - dice il sindacalista - ma anche una risposta concreta e condivisa dalle associazioni datoriali, al fine di portare a compimento ogni iniziativa sociale, politica e contrattuale utile, a partire dalla stipula del nuovo contratto provinciale».
La repressione del fenomeno incrocia la trattativa sul rinnovo del contratto provinciale dei lavoratori agricoli che ha conosciuto tuttavia una battuta d’arresto. Bambacigno auspica «che si possa presto riaprire il tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto provinciale del lavoro (Cpl), che è lo strumento di partecipazione e concertazione più efficace per stabilire al meglio diritti e doveri e, al tempo stesso, contrastare ogni abuso e illegalità nel mercato del lavoro agricolo». Il sindacalista sottolinea, infatti, come «la trattativa tardi a concretizzarsi, nonostante la determinazione del sindacato e viste le resistenze ancora presenti». «Sulla parte normativa sono previste alcune figure di rilievo – aggiunge il segretario della Fai - come quella del “lavoratore polifunzionale” che opera nell’azienda con una qualifica nuova ed una tariffa contrattuale adeguata, in grado di assicurare un salario rapportato all’attività svolta. Dando dignità e diritti ad una figura professionale come questa – sottolinea Bambacigno – sarà più agevole valorizzare il lavoro virtuoso ed isolare e colpire quello irregolare e illegale. Nonostante i numerosi interventi fatti negli ultimi anni, il caporalato resta – aggiunge Bambacigno - una radice molto dura da estirpare. In questa direzione, sarà altresì fondamentale arrivare ad una normativa che consenta il corretto incontro tra domanda e offerta e permetta di investire sugli enti bilaterali per trovare insieme le soluzioni più adeguate».
[m.lev.]

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