Cerca

lucera

Impianti eolici, il Comune
ora batte cassa per Ici e Imu

il sindaco: «Aziende debitrici per un milione e 600mila euro di arretrati»

Impianti eolici, il Comune ora batte cassa per Ici e Imu

di Riccardo Zingaro


LUCERA - Il vento si è portato via alcune annualità di tasse non riscosse dal Comune per gli impianti eolici nell’agro di Lucera.
La questione è stata sollevata dal sindaco Antonio Tutolo che ha rivelato, con un calcolo eseguito per difetto, come siano attualmente almeno un milione e 600 mila euro i tributi arretrati e reclamati da Palazzo Mozzagrugno, e soltanto per le annate che non sono già cadute in prescrizione, cioè le ultime cinque.

La questione aveva avuto inizio a maggio dell’anno scorso quando la giunta Tutolo si era posta una domanda che in realtà ormai girava a livello nazionale da diverso tempo: perché i terreni su cui vengono installati gli impianti eolici e fotovoltaici non sono soggetti a tassazione immobiliare come Ici e Imu?

A distanza di mesi, al Comune di lucera non solo credono di aver trovato la risposta grazie a una giurisprudenza in materia che si è consolidata nel tempo, ma sono andati anche oltre, visto che hanno pure quantificato gli arretrati dovuti dalle aziende che producono e commerciano energia da fonti alternative sul territorio della città federiciana.

La vicenda in effetti prometteva di essere esplosiva nello stesso momento in cui è sorta, perché Lucera ospita diversi impianti del settore energia pulita, specie eolico, dal quale ricava briciole rispetto al fatturato prodotto.

A Corso Garibaldi qualche tentativo di recupero era stato fatto pure in precedenza, ma senza esito concreto, anche perché l’ammissione da parte degli uffici comunali si legge nella delibera di maggio 2015: «A tutt’oggi non risultano emersi avvisi di accertamento alle ditte titolari degli insediamenti produttivi di energia alternativa – è scritto - per il semplice motivo che i terreni su cui sorgono sono stati classificati come agricoli e non produttivi, per cui la complessità delle procedure per la loro classificazione e l’eventuale contenzioso tributario con le ditte titolari degli impianti non consente agli uffici comunali di intraprendere le procedure di rito per la riscossione del tributo».

Da qui il commento come sempre aspro di Tutolo: «In sostanza è emerso che pochi pagavano quanto dovuto e che nessuno si è preoccupato di verificare e accertare se queste aziende versavano quanto dovuto nelle casse comunali». Per l’attuale amministrazione c’era anche il timore di un’accusa di danno erariale, per cui proprio in quella occasione era stato dato il via alle procedure di recupero, con l’atto di indirizzo al dirigente comunale di allestire un sistema di indagine e riscossione, compresa l’assistenza legale in eventuali contenziosi che invece quasi certamente sorgeranno.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400