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Referendum a metà novembre

Sì o no al deposito gpl
Manfredonia alle urne

comune manfredonia

MANFREDONIA - Si andrà a votare domenica 13 novembre prossimo. Per il referendum sulla questione inerente al deposito di GPL della Energas. I manfredoniani dovranno rispondere al quesito deciso dal consiglio comunale alla unanimità <Volete che il Comune di Manfredonia si esprima a favore della realizzazione di un mega deposito di Gas costiero da parte della Società Energas, a rischio di incidente rilevante, e composto da 12 serbatoi della capacità di 60.000 mc nel territorio di Manfredonia?>.
Il quesito è stato definito nel corso della sospensione di due ore della seduta dell’assemblea riunita per discutere del referendum, per consentire la consultazione tra i capigruppo consiliari. Il quesito così come definito, si discosta dalla indicazione proposta dalla giunta comunale che aveva puntato sulla <destinazione delle aree insula DI/49>.
I 21 consiglieri presenti hanno approvato con l’unanimità dei voti. Ma se l’assenso al quesito referendario è stato unitario, non altrettanto è stato il voto per l’indizione del referendum. Il dibattito sviluppatosi in aula ha infatti evidenziato posizioni modulate fino alla contrarietà alla sua indizione. La premessa comune è stata in ogni caso di contrarietà alla realizzazione del deposito di Gpl.
Le tesi contrapposte hanno evidenziato aspetti che hanno fatto riferimento alla responsabilità diretta dell’Amministrazione comunale e della stessa assemblea consiliare e alla necessità di coinvolgimento della popolazione. La proposta di referendum è passata con diciannove voti favorevoli e due contrari (Ritucci e Magno). Due voti in più rispetto ai due terzi (17 voti) fissati dal regolamento comunale. Ma la discussione cui hanno partecipato sindaco e numerosi consiglieri, ha messo in evidenza argomentazioni alquanto pertinenti anche se poi, alla fine, tutti, meno i due che hanno votato contro, hanno risposto “si” alla chiamata nominale di voto.
La domanda cui i vari intervenuti hanno cercato di dare sostanza, è stata quella di ritenere il referendum utile o meno. Arturo Gelsomino di “ID” ha tratteggiato il dilemma puntando sul <valore simbolico> del referendum in quanto <la competenza della questione è del governo centrale>. La consigliera di FI, Eliana Clemente, ha sostenuto come il ricorso al <referendum doveva essere l’estrema ratio di una amministrazione che doveva far valere quanto già ripetutamente deciso dal consiglio>, ha pertanto espresso <perplessità sulla opportunità e utilità del referendum>. Decisamente per la consultazione popolare la consigliera PD Mariagrazia Campo che ha insistito, facendo eco ad altre proposte similari, per una <mobilitazione referendaria>. Franco Tomaiuolo di UDC, si è accodato ai “pro referendum”. Per Salvatore Valentino di “Volontà popolare” il referendum è <superfluo e inutile perché l’amministrazione si è dichiarata in tutte le maniere contro il progetto>. Dello stesso avviso Massimiliano Ritucci del Movimento 5 stelle: <una iniziativa tardiva dopo che il progetto ha ottenuto tutte le autorizzazioni>. Anche Italo Magno di Manfredonia nuova, ha espresso contrarietà al referendum <in quanto smentisce l’autorevolezza del consiglio comunale> ed ha proposte la mobilitazione cittadina. Dopo aver polemizzato con Mariagrazia Campo per dei riferimenti al passato (i rispettivi padri sono stati sindaci di Manfredonia), ha ripreso il sindaco Riccardi citando alcune dichiarazioni di quando era favorevole al progetto. Riccardi ha avuto parole dure nei confronti di Energas e sostenuto il ricorso al referendum.

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