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CLIMA STRAVOLTO

Piogge tropicali
incubo nei campi
Pomodoro da buttare

Terza volta in un anno: vendemmia sospesa

Piogge tropicali incubo nei campi Pomodoro da buttare

di Massimo Levantaci

Il clima sempre più tropicale colpisce ormai a stagioni regolari l’agricoltura con tutto ciò che ne consegue per una provincia florida e intensamente coltivata qual è la Capitanata. Era accaduto con l’alluvione di marzo-aprile, si è ripetuto con le grandinate di giugno ai danni del grano duro che ha perso così il carico di proteine e adesso il cataclisma si abbatte anche sulla coda dell’estate. Bilancio dell’ultimo acquazzone tropicale ancora una volta disastroso per le nostre aziende: il pomodoro ancora da raccogliere è per un buon 30 per cento da buttare, l’uva da tavola e soprattutto da vino immersa com’è nell’acqua rischia di perdere il suo grado zuccherino e poi c’è il vasto campionario degli ortaggi - cavoli, verza, sedano e via dicendo - che in queste condizioni di clima esasperato possono almeno sperare in una seconda chance essendo ancora possibile piantare le coltivazioni appena trapiantate. Gli agricoltori sperano in una ripresa delle condizioni meteo e del vento che asciughi i vigneti. Le associazioni agricole sono tornate a chiedere lo stato di calamità naturale, ma si comprende come in questo stato di fatto ci sia da gridare “al lupo” ormai a ogni perturbazione e forse non c’è più la determinazione per farlo. «Stiamo aspettando ancora il riconoscimento dei danni per le devastazioni di primavera - commenta Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza cooperative - mi rendo conto che non è facile, la Regione apre l’iter, com’è avvenuto, poi deve essere lo Stato a intervenire. Ma il riconoscimento per le nostre aziende sarebbe salutare perchè consentirebbe di spostare i pagamenti dei crediti agrari che puntualmente arriveranno a ottobre e poi darebbe alle banche l’opportunità di richiedere il rientro dei capitali anticipati alle imprese in tempi più dilatati».

«Ciò che più ci preoccupa di più - dice il presidente della Coldiretti, Giuseppe De Filippo - sono le condizioni di mercato sempre più restrittive per le nostre aziende quando il maltempo imperversa nei modi ormai consueti. Come volete che paghino i fornitori un’uva maculata dalla pioggia caduta con violenza sui filari? Lo stesso vale per l’uva da vino, che poi riguarda il 90 per cento dei 30 mila ettari di vigneti: mercato anche qui notevolmente esasperato, competizione accesa tra le aziende vitivinicole così chi pensa di vinificare in questo modo inevitabilmente paga pegno». Non c’è allarme tuttavia nelle campagne, la Coldiretti mette in guardia da «tattiche populiste», però quando perdi il raccolto in campagna c’è poco da fare. E non è solo la violenza della pioggia a spaventare, lo spauracchio in campagna adesso si chiama muffa: «La pioggia evapora favorendo le muffe e la proliferazione dei parassiti - osserva Onofrio Giuliano, Confagricoltura - in queste condizioni c’è ben poco da raccogliere. Quanto è esteso il fenomeno? Attendiamo le segnalazioni dalle nostre imprese associate, quello che posso dire è che i danni sono stati avvertiti soprattutto nell’alto Tavoliere». E intanto Confagricoltura invita gli agricoltori «a di inviare la segnalazione all’Ispettorato, per avviare immediatamente la procedura». La Cia denuncia che «oltre 2300 ettari di pomodoro fra giugno e settembre andati distrutti». «I campi di pomodoro, nelle zone in cui si doveva ancora completare la raccolta, sono allagati - denuncia il presidente regionale Raffaele Carrabba - con la raccolta sospesa già da diversi giorni. Così come anche la vendemmia sospesa in tutto il Foggiano. Pomodori danneggiati ovunque. Con l'acqua caduta, la vendemmia interrotta e i pomodori sui campi, si pongono anche i problemi relativi al decadimento della qualità dei prodotti e al pericolo incombente di muffe e fitopatologie sulle colture».

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