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I muri imbrattati alla De Sanctis-Parisi «Hanno voluto colpire chi li imbiancò»

Polemica fra il dirigente e l'assessore Morese che ha postato le foto su Facebook

«Nessuno ha imbrattato i muri della nostra scuola, è stata messa in giro una bufala», dice il dirigente della De Sanctis-Parisi, Alfonso Rago, dopo aver letto la notizia su siti e giornali. Ma come, le foto sono evidenti. E poi la smentita andrebbe rivolta semmai all’assessore all’Ambiente, Francesco Morese, che l’ha diffusa sulla sua pagina Facebook. Ma sarebbe come nascondere l’evidenza. «Guardi - replica Rago con la Gazzetta - da noi l’anno scolastico è cominciato il 10 settembre con la giornata dell’accoglienza degli studenti e degli scolari del primo anno da parte di genitori e docenti. Abbiamo offerto una merenda in allegria per i bambini della prima elementare e della prima media, palloncini e personaggi Disney di contorno. E’ stato un inizio di anno assolutamente regolare e ordinato. Nessuno ha imbrattato nulla».

Non la pensa così ovviamente Morese, ancora indignato per l’accaduto visti i risvolti anche sociali che lo spiacevole episodio investe. «Quei muri sono stati imbiancati da Willy, un ragazzo che aveva commutato la pena in carcere con lo svolgimento di servizi sociali per conto del Comune. Chi ha imbrattato ha voluto colpire innanzitutto il ragazzo, perchè c’era scritto il suo nome e altri segni offensivi. Sabato mattina - ricostruisce l’accaduto l’assessore Morese - mi sono recato in piazza Medaglie d’Oro con il segretario generale del Comune, Maurizio Guadagno, per verificare quanto fosse accaduto. Mi dispiace che il dirigente scolastico ora neghi tutto, comprensibile la volontà di rimuovere un gesto così disgustoso contro la comunità degli scolari e il ragazzo stesso. Ma posso assicurarvi che è una brutta storia e che il ragazzo che ha eseguito i lavori era veramente amareggiato. Oltretutto - aggiunge l’assessore - una telecamera della scuola era stata alzata per evidentemente per poter colpire indisturbati e non farsi vedere, segno di una premeditazione del gesto. La cosa lascia perplessi perchè nessuno fino a ieri conosceva il nome del ragazzo».

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