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Su statali e provinciali

Strade insanguinate
8 morti in 15 giorni

Sulla statale 16, nel tratto tra Foggia e San Severo, potenziati i controlli con l'autovelox

Strade insanguinate8 morti in 15 giorni

Mentre il piccolo centro di Deliceto piange i tre morti dell’incidnete stradale avvenuto l’altro pomeriggio in via Ascoli, la Capitanata si interroga sulla terribile scia di sangue sulle strade provinciali e statali: otto morti in meno di due settimane. Un bilancio più che tragico.
Non a caso proprio qualche giorno fa il prefetto di Foggia, Maria Tirone, aveva convocato un vertice anche se finalizzato alla situazione a dir poco drammatica della strada statale 16, teatro in meno di un mese di tre incidenti mortali (il 25 luglio, il 6 e 8 agosto) tanto da riproporre la pericolosità del tratto foggiano della trafficata arteria. Per limitare i danni e far siì che gli automobilisti riducano la velocità, che è spesso all’origine di incidenti anche letali, si pensa ora ad ampliare a tutto il tratto foggiano - dalle porte di Cerignola sino a Chieuti - quei dispositivi attuati lo scorso anno sul tratto Foggia-San Severo che attende da anni il raddoppio delle carreggiata, come avvenuto invece sul tratto Foggia-Cerignola: più pattuglie, autovelox nei luoghi teatro dei principali incidenti, maggiori controlli per limitare il numero di prostitute che si offrono sulla statale Adriatica, causando rallentamenti e distrazioni talvolta tra gli automobilisti in transito, installazione di segnaletica luminosa da parte dell’Anas.

La riunione era finalizzata - era stato spiegato in una nota diffusa da palazzo di governo - «alla condivisione di iniziative rivolte a mitigare il rischio di incidenti sulla statale 16 nel tratto che attraversa la provincia di Foggia». La necessità di rendere la strada più sicura - a San Severo da anni è nato anche un comitato che si chiama non a caso «mai più morti sulla statale 16» - è nei numeri, basti pensare alle ultime tragedie della strada. Nella tarda serata del 23 luglio sul tratto tra Lesina e Chieuti nello scontro tra tre auto, una giovane di Torremaggiore perse la vita ed altre 8 persone, tra cui un bambino, rimasero ferite, tre delle quali ricoverate in prognosi riservata; il 6 agosto alle porte di Foggia nello scontro tra un tir carico di pomodori ed un’auto aveva perso la vita uno degli occupanti dell’auto; cinque giorni più tardi, la mattina dell’11 agosto, sul tratto tra Foggia e San Severo lo scontro tra un camion carico di pomodori ed un furgoncino con 9 braccianti romeni, un giovane dell’est Europa era rimasto ferito ed altri 8 connazionali erano rimasti feriti in maniera più o meno grave.

Ma il bilancio delle vittime sulle strade di Capitanata, come detto, è molto più lungo: il 13 agosto scorso sulla provinciale Foggia-Trinitapoli all’altezza di borgo Tressabti, un bracciante ucraino è stato investito e ucciso da un'auto pirata; il 16 agosto, una coppia di coniugi è deceduta sulla strada statale 89 garganbica nel tratto Foggia-Manfredonia all’altezza della cosiddetta salita di Santa Lucia; il 21 agosto, sempre sulla Foggia-Ascoli (quella dell'incidente delll’altro ieri con tre morti) è deceduto uno scooterista di 14 anni nel tragico impatto con una vettura.

Intanto, come detto, il piccolo centro di Deliceto piange i tre concittadini: Ciro e Patrizio Lambarella, di 45 e 32 anni, entrambi di Deliceto, e la moglie di quest'ultimo, Chiara Cesare, di 24 anni, originaria di Lumezzane, in provincia di Brescia, e residente nel piccolo centro subappenninico.
I tre deceduti nel terribile impatto con un camion guidato da un uomo di Rignano Graganico erano a bordo di una Fiat "Multipla" pare guidata da Ciro Lambarella che, per cause in fase di accertamento, è andata a schiantarsi contro un tir che proveniva sulla corsia opposta. Inutile il tentativo del camionista di evitare lo scontro: i due mezzi hanno impattato e l'utilitaria ha finito la sua corsa fuori carreggiata, mentre il camion – che non era carico – si è ribaltato. Gli occupanti la macchina sono stati sbalzati fuori dal mezzo e sono morti sul colpo per la gravità delle ferite riportate nell'incidente; è andata meglio all'autista dell'autoarticolato.

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