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Assalì portavalori
arrestato latitante

polizia

FOGGIA - Era considerato uno 'specialistà negli assalti ai furgoni portavalori e per i suoi ultimi due colpi - un assalto da tre milioni di euro, sulla A14 all’altezza di Bologna, e un tentato assalto a Forlì - deve scontare una pena definitiva di 17 anni e quattro mesi di carcere. Paolo Sorbo, 40enne di Cerignola (Foggia), latitante dal 29 settembre dello scorso anno, è stato arrestato ieri dagli agenti della Squadra mobile di Foggia in collaborazione con gli agenti dello Sco, Servizio centrale operativo, che hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Bologna.

Sorbo è stato sorpreso all’alba in un casolare-casa cantoniera sulla statale 16 nel tratto Foggia-Cerignola, in agro di Stornara. Il casolare era provvisto di una serie di telecamere poste lungo il perimetro della costruzione, nella quale veniva ospitato da una famiglia con tre figli minori. Sorbo alloggiava in una stanza al primo piano del casolare quando la polizia lo ha sorpreso circondando la casa. La successiva perquisizione dei locali ha poi consentito di recuperare, all’interno di un magazzino attiguo al casolare, materiale generalmente utilizzato per mettere a segno le rapine ai portavalori: numerosissimi cellulari con relative schede telefoniche, radio ricetrasmittenti, 'mappè con appunti su località e tempi di percorrenza, denaro per complessivi duemila euro e vari abbattitori di frequenze, targhe di plastica e targhe straniere, tre mototroncatrici circolari, lampeggianti blu, saldatori a gas, una rete metallica a bande chiodate e materiale utile allo scasso. I fiancheggiatori dell’arrestato sono stati denunciati per favoreggiamento.

Alla cattura di Sorbo, ritenuto un elemento apicale delle bande criminali cerignolane dedite agli assalti a portavalori, si è giunti grazie ad una intensa attività di indagine avviata a seguito dei numerosi assalti a portavalori verificatisi negli ultimi tempi. Nel caso dell’assalto messo a segno nel 2015, in agro di Bologna, la banda capeggiata da Sorbo dimostrò freddezza e un’attitudine e una organizzazione para-militari: in quella occasione, infatti, venne sparata una sessantina di colpi di arma da fuoco, tra pistola e kalashnikov. Gli investigatori non escludono che Sorbo possa aver partecipato ad altre rapine messe a segno sul territorio nazionale.

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