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Cura pazienti a casa

Sanità a domicilio, l'Asl
spinge ma la Regione frena

Sono disponibili 10 milioni ma da Bari vogliono vederci chiaro sull'utilizzo di quei fondi Fesr

Sanità a domicilio, l'Aslspinge ma la Regione frena

massimo levantaci
Pazienti foggiani curati anche a distanza con la telemedicina. Non è fantascienza, forse quasi ci siamo. Non se ne farà nulla per l’estate (come si pensava in un primo momento), entro l’ anno dovremmo averla. I tempi si accorciano, o si allungano, a seconda di come la si vuol considerare: i fatti sono che l’Asl ha predisposto il progetto già da alcuni mesi, ora siamo in fase di progettazione della piattaforma dove dovrà poggiare la tecnologia che “girerà” le informazioni ai medici di medicina generale (che non sono ancora tutti d’accordo, ma questa grana a quanto pare verrà affrontata in un secondo tempo). Il direttore generale, Vito Piazzolla, diceva qualche tempo fa di voler partire «entro l’estate», ma la Regione lo ha stoppato: va fatta una riflessione sui fondi Fesr (fondo europeo di sviluppo regionale), non se ne parla per il momento, ma sicuramente più avanti. Forse in autunno? «Noi andiamo avanti - risponde Piazzolla - abbiamo a disposizione circa 10 milioni di euro, 7,5 dei quali per le aree interne dei monti dauni (30 comuni: ndr). Almeno con la progettazione ci stiamo portando avanti con il lavoro, poi faremo le gare d’appalto per realizzare l’infrastruttura ma a questo punto aspettiamo che la Regione ci dia il via per partire».
Ne parliamo con congruo anticipo perchè la telemedicina è un servizio avveniristico, in grado di supportare il malato con le sue cure direttamente a domicilio impiegando al meglio le nuove tecnologie, i collegamenti online, smartphone e tablet. Un piano annunciato che l’Asl foggiana aveva annunciato in una sorta di anteprima in occasione del convegno nazionale di ingegneria clinica organizzato nel marzo scorso a Bari dall’Aiic (associazione italiana Ingegneri Clinici). La telemedicina è strutturata in tre modelli denominati Long Care Term (assistenza ai lungodegenti), Dimissione Monitorata e Adita. «Il primo modello – informa una nota tecnica dell’Asl – è finalizzato alla gestione dei pazienti cronici da remoto, attraverso un collegamento telematico a distanza al sistema centrale: ciò permetterà la riduzione dei ricoveri solo ai casi di vera necessità. La Dimissione Monitorata punta, invece, a diminuire il tempo di ricovero ospedaliero garantendo adeguata copertura sanitaria e assistenziale direttamente presso il domicilio del paziente. L’Adita, acronimo di Assistenza Domiciliare Integrata Tecnologicamente Assistita è, infine, una forma di potenziamento del servizio Adi, ovvero il servizio di assistenza domiciliare già svolto dall’Asl e che si avvarrà adesso di nuove forme di tecnologia».
La telemedicina dell’Asl «poggerà sulla infrastruttura informatica già esistente, non sono previsti costi aggiuntivi per le casse della sanità pubblica», riferisce l’azienda sanitaria. «Una vera e propria necessità, oltre che un'opportunità – commenta Piazzolla – per un territorio complesso ed ampio come quello della Capitanata caratterizzato da una forte frammentazione di comunità (61 comuni: ndr) ed una insufficiente e inefficace infrastrutturazione delle vie di comunicazione. Il grosso del progetto sarà attuato nei monti Dauni, mi auguro che anche i medici di medicina generale si convincano che questo è il futuro».

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