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L'accusato smentisce accuse

Culturista morto, resta
in cella il personal trainer

L'ex campione del mondo Claudio Imperio: mai ceduto sostanze dopanti. Quel deposito non lo uso io

gianni racano

Resta in carcere Claudio Imperio, 49 anni, l’incensurato foggiano ex campione mondiale over 40 di body building, allenatore e gestore della palestra «Perfect body» (estranea all’inchiesta), arrestato in flagranza il 4 maggio da squadra mobile e finanzieri, con l’accusa di commercio illegale di sostanze dopanti. L’ha deciso il gip Antonio Buccaro nel tardo pomeriggio di sabato, dopo che in mattinata aveva interrogato in carcere l’indagato che si dice innocente.
Il giudice ha quindi accolto la richiesta della Procura di prosecuzione della detenzione in cella, mentre il difensore di fiducia di Imperio, l’avvocato Walter Iannella , chiedeva la rimessione in libertà per insufficienza d’indizi e in subordine la concessione degli arresti domiciliari, misura adeguata - secondo la difesa - a salvaguardare le esigenze cautelari. Per il giudice invece soltanto il carcere può evitare il rischio di reiterazione del reato. «Imperio si dichiara innocente» dice al cronista l’avv. Iannella: «il mio assistito ha spiegato al giudice che il locale dove sono stati sequestrati i farmaci è intestato a lui, ma non è da tempo nella sua disponibilità per averlo dato in uso gratuitamente ad un conoscente; escluso di vendere sostanze dopanti; e aggiunto che i medicinali, leciti, rinvenuti nella sua abitazione li usa per equilibrare la propria dieta e mantenersi in forma: contro la decisione del gip farò ricorso al Tribunale della libertà».
L’arresto di Imperio è stato eseguito nell’ambito della più vasta indagine sulla morte di Gianni Racano - il trentaduenne appassionato di culturismo deceduto il 17 febbraio, forse per le conseguenze dell’assunzione di una sostanza dopante in vista di una gara - ma non c’è al momento alcun collegamento tra decesso e arresto. Tant’è che nell’interrogatorio di sabato mattina in carcere, il gip non ha posto domande a Imperio sul decesso di Racano.
Ad accusare l’ex campione di culturismo sono le circa 300 fiale e compresse sequestrate da Fiamme gialle e poliziotti in un locale al pianoterra, una ex orologeria di cui è proprietario l’indagato. Il sospetto investigativo per quanto riferito in conferenza stampa è che «in quel locale vi sia stata una cospicua assunzione di farmaci dopanti»; che Imperio li acquistasse forse on line per rivenderli a prezzi quintuplicati; che almeno 15 clienti s rifornissero da lui. Accuse respinte dall’incensurato che per 40 minuti ha risposto alle domande del gip: non sono suoi i farmaci sequestrati perché quel locale l’ha dato in prestito da anni ad un conoscente. Versione che però non ha convinto il giudice.

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