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L'ospedale inaugurato nel 1956 da Padre Pio

I 60 anni di Casa sollievo
festa a S. Giovanni Rotondo

I 60 anni di Casa sollievo  festa a S. Giovanni Rotondo

di Francesco Trotta

SAN GIOVANNI ROTONDO - Per 28 anni - dal 1940, data di costituzione del primo comitato, al 1968, data della sua morte - Padre Pio l’ha seguita fisicamente da vicino. Da 48 anni invece la segue dal Cielo. Casa sollievo della sofferenza, l’ospedale garganico, è un miracolo continuo», dicono a San Giovanni Rotondo. Partita da 250 posti letto più di mezzo secolo fa, oggi ne dispone di più di mille. Domani compie sessant’anni (1956-2016): i festeggiamenti partiranno già oggi alle 20, sul pronao dell’ospedale, con il concerto «Laudato si’» del tenore frate Alessandro Brustenghi e del baritono Matteo D’Apolito accompagnati dall’orchestra «Musica civica» di Foggia diretta dal maestro Gianna Fratta. Domani alle 9.30, sempre sul pronao sarà celebrata la messa dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della commissione episcopale per il servizio della carità e della salute della Cei.

«Signori e fratelli in Cristo, la Casa sollievo della sofferenza è al completo. Ringrazio i benefattori d’ogni parte del mondo che hanno cooperato. Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio. È stato deposto nella terra un seme che Egli scalderà coi suoi raggi d’amore». Era il 5 maggio 1956, onomastico di padre Pio ed il futuro santo così parlò durante il messaggio inaugurale alla presenza di 15mila persone, del rappresentante della Chiesa di Roma cardinale di Bologna, Giacomo Lercaro, del presidente del Senato, Merzagora, e del ministro Braschi. Per la comunità cappuccina c’era il ministro generale dell’ordine, padre Benigno da Sant’Ilario Milanese. Papa Pio XII da Roma definì l’ospedale «il frutto di una delle più alte intuizioni».

«Questa opera che voi oggi vedete è all’inizio della sua vita, ma per poter crescere e diventare adulta - aggiunse Padre Pio - ha bisogno di alimentarsi e perciò essa si raccomanda ancora alla vostra generosità affinché non perisca d’inedia e divenga la città ospedaliera tecnicamente adeguata alle più ardite esigenze cliniche e insieme ordine ascetico di francescanesimo militante».

Da allora l’ospedale, nato come clinica privata da 250 posti letto, è diventato un centro ad elevata specializzazione. Nel 1971 il primo riconoscimento giuridico quale fondazione di religione e di culto senza scopo di lucro. Successivamente la qualifica di ospedale provinciale, quindi di ospedale generale regionale, provvedimento che ne determinò l’inserimento nel sistema sanitario nazionale. La natura giuridica dell’ospedale è quella di un ente privato, di proprietà della Santa Sede, che eroga pertanto un servizio pubblico. Oggi è riconosciuto come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico: oltre a svolgere attività cliniche e assistenziali, si occupa anche di ricerca, in particolare nel settore della genetica. A Casa sollievo («pupilla dei miei occhi», come la definì), Padre Pio mise piede per l’ultima volta in occasione del decennale. Era il 5 maggio del 1966: raccomandò l’importanza della preghiera «che muove il mondo». La salma del santo è tornata in ospedale 50 anni dopo, dal 14 al 16 febbraio scorsi, in occasione del rientro da Roma in seguito all’ostensione giubilare in San Pietro.

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