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Il depuratore non va le analisi dell'Arpa confermano i sospetti

Il depuratore non va le analisi dell'Arpa confermano i sospetti
FOGGIA - «Siamo tornati a chiedere i documenti relativi al funzionamento del depuratore che serve la città di Foggia e questi dimostrano che ci sono ancora criticità nel funzionamento del depuratore. Con verbali trasmessi al Sindaco del Comune di Foggia e al Servizio Ambiente dell’amministrazione provinciale in data 7 agosto, 13 agosto, 23 settembre e 8 ottobre, ARPA Puglia comunica, in tutte quattro le lettere, che “per quanto di competenza, si comunica che il campione di acqua di scarico prelevato presso il Depuratore in oggetto da ARPA Puglia Servizio Tecnico Territoriale è risultato non conforme rispetto ai valori limiti di accettabilità dei parametri previsti dalla tabella 1 , allegato 5, D.Lgs n. 152/2006 … si trasmette l’allegata documentazione alla competente Autorità Provinciale affinché provveda all’adozione delle misure sanzionatorie che riterrà più opportune».

La sconcertante rivelazione è dei consiglieri comunali Marcello Sciuagura e Vincenzo Rizzi e del portavoce di «Alternativa Libera», Giorgio Cislaghi.
«Ancora una volta ARPA attesta che il depuratore non funziona a dovere, che non rispetta i limiti minimi di legge per la depurazione delle acque e sollecita misure sanzionatorie, perché ARPA non può fare altro, dandone comunicazione al Sindaco di Foggia, massima autorità sanitaria del comune», dicono i consiglieri che aggiungono: «Se il mal funzionamento del depuratore è attestato da molte analisi fatte da ARPA oltre che da altre autorità pubbliche, ci chiediamo cosa si aspetti a cercare soluzioni per porvi rimedio. Non è in gioco solamente la salubrità di un corso d’acqua secondario, il canale Faraniello, è in gioco la possibilità di recupero dell’intero ecosistema comunale se corrisponde al vero quanto scritto nel Piano Regionale delle acque che con l’acqua dei depuratori depurata e affinata si può permettere la ricostituzione della falda d’acqua garantendo le risorse idriche necessarie all’agricoltura senza saccheggiare ulteriormente il territorio con un’altra inutili diga a Piano dei Limiti».

«Ricordiamo ad AqP che i cittadini pagano profumatamente la depurazione delle acque, che i soldi incassati per la depurazione non possono essere spesi per altri fini, che la depurazione deve essere fatta nel rispetto della legge. Ricordiamo al Sindaco che è un suo preciso dovere intervenire se ci sono pericoli per la sicurezza sanitaria imponendo il rispetto delle norme di legge. Ricordiamo alla magistratura che a fronte accertamento di violazioni di leggi è un suo dovere intervenire per ristabilirne il rispetto», dicono i consiglieri comunali che infine aggiungono: «Non siamo più disposti a tollerare l’inerzia delle amministrazioni, il silenzio che avvolge la questione “depurazione delle acque” e, in mancanza di interventi che garantiscano il corretto funzionamento del depuratore, non esiteremo ad inviare le copie della documentazione in nostro possesso alle autorità di controllo europee per accertare se sussistano ancora infrazioni alla normativa europea».

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