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Far west a S. Severo assalto in gioielleria e spari tra la folla

Far west a S. Severo assalto in gioielleria e spari tra la folla
SAN SEVERO - Lo shopping nel far west. Succede a San Severo dove i rapinatori non hanno esitato ad esplodere colpi di pistola dopo l’assalto ad una gioielleria, in pieno centro. Scene da far west - ormai sempre più usuali a San Severo - in via Colangelo, angolo via Castelli, nella zona commerciale di San Severo. Colpo grosso peraltro per i banditi fuggiti con un bottino di alcune di migliaia di euro in preziosi, prelevati dalla cassaforte della gioielleria «Buono».E c’è da capire poi se un ordigno esploso pochi minuti prima della rapina (orario insolito per un avvertimento dinamitardo quelle delle 18.30) dall’altra parte della città, in via Cantatore alla periferia Nord, nei pressi casa di un imprenditore sia un avvertimento (l’imprenditore ha peraltro escluso d’aver ricevuto richieste estorsive o minacce) oppure una «mossa» degli stessi rapinatori per allontanare le pattuglie delle forze dell’ordine da via Solis e dalla gioielleria da svaligiare.

Ricostruita la dinamica del colpo a mano armata. I quattro banditi sono giunti sul posto a bordo di una «Fiat Bravo», risultata rubata in Molise, piazzandosi in mezzo alla strada. Sotto gli occhi di numerosi passanti, dall’auto sono scesi tre malviventi con il volto incappucciato e armati di pistola, mentre il quarto complice rimaneva alla guida. Il trio di rapinatori ha atteso che il gioielliere aprisse la porta blindata ad una cliente per spintonarla e fare irruzione nel negozio. A quel punto hanno minacciato il titolare, Mario Buono, la moglie e il figlio Nicola facendosi aprire la cassaforte e riempiendo di ori e pietre preziose alcune borse. Il tutto è durato alcuni minuti, poi la fuga a bordo dell’auto. Dal commissariato rimarcano che l’arrivo dei tre banditi non può essere passato inosservato, eppure nessuno ha allertato il «113»: la prima telefonata che segnalava la rapina è giunta dopo 5 minuti.

Nel frattempo i malavitosi hanno colpito ed hanno provato a fuggire con l’auto, imboccando via Colangelo ma all’altezza di via Castelli sono stati costretti ad abbandonarla a causa del traffico: sono quindi scesi a piedi scappando ed esplodendo alcuni colpi di pistola (una calibro 9, come accertato poi dagli agenti che hanno recuperato i bossoli) in aria a scopo intimidatorio, tra il panico di passanti e automobilisti.

La gioielleria «Buono» fu già rapinata il pomeriggio del 26 aprile 2013: quattro rapinatori portarono via preziosi per 400mila euro

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