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Un 13enne muore a scuola durante educazione fisica

di ANTONIO TUFARIELLO
Un 13enne muore a scuola durante educazione fisica
di ANTONIO TUFARIELLO

CERIGNOLA - Un ragazzo di 13 anni, Antonio Amoruso, che frequentava la III A della scuola media «Padre Pio» di Cerignola, è morto ieri in seguito ad un malore accusato durante l’ora di educazione fisica, nella palestra dell’Istituto comprensivo «Di Vittorio - Padre Pio», al rione Fornaci. Era ormai la quinta ora, poco dopo le 13.15 e mancavano pochi minuti al suono della campanella. I ragazzi si apprestavano ad uscire dalla palestra, quando il ragazzo ha portato le mani alla testa ed ha gridato di dolore, prima di accasciarsi a terra perdendo conoscenza. Prontissimo, tra il panico dei compagni di classe, è stato l’intervento della docente di educazione fisica, che ha cercato di calmare la scolaresca e gli ha praticato le manovre di primo soccorso fino all’arrivo, pochi minuti dopo, dell’ambulanza del 118.

I medici hanno tentato di rianimare Antonio Amoruso, anche con l’utilizzo del defibrillatore, ma è bastato guardarli in volto per accorgersi di quanto fosse terribile quel che stava accadendo. Il ragazzo è stato quindi trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Tatarella dove, pochi minuti dopo, i medici non potuto far altro che constatarne il decesso.
Si ipotizza che a stroncare la giovane vita di Antonio Amoruso, possa esser stato un aneurisma. I genitori, la famiglia e l’intera comunità scolastica sono sprofondati nel vortice della più cupa disperazione. I sanitari del pronto soccorso, che nel pomeriggio sono stati ascoltati dagli uomini del Commissariato di polizia che conducono le indagini, hanno richiesto alla magistrato titolare dell’inchiesta il cosiddetto «riscontro diagnostico», finalizzato a fare piena luce sulle cause del decesso del ragazzo ed a verificare l’appropriatezza dei soccorsi.

I poliziotti hanno anche raccolto le testimonianza della docente, visibilmente provata, e del dirigente scolastico, Lucia Lenoci che, con un filo di voce e in lacrime ha commentato: «È una tragedia immane, di fronte alla quale non ci sono parole. Siamo increduli e distrutti dal dolore». Pare che il ragazzo non avesse mai mostrato il benché minimo problema di salute ed era, anzi, vivace, allegro e gioviale. Pare anche, ma si tratta solo di una indiscrezione, che di recente fosse stato sottoposto ad una visita medica per la pratica sportiva agonistica, che tuttavia non aveva rilevato alcuna anomalia.

C’è da prevedere che oltre l’iniziativa dei medici del pronto soccorso, il magistrato disporrà l’esame autoptico sulla salma del ragazzo che è stata trasferita, a disposizione dell’autorità giudiziaria, presso l’obitorio dell’ospedale «Tatarella». Qui, fin dal pomeriggio di ieri c’è stato il mesto pellegrinaggio di compagni di scuola e di tantissime altre persone per testimoniare, anche solo con una silenziosa e commossa presenza, la partecipazione ad una vera e propria tragedia, come solo può essere la morte, innaturale, di un ragazzo di 13 anni.

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