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Furti in caveau banche nella banda un vigilante

FOGGIA - Dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, tentativo di furto e rapina aggravata con sequestro di persona i cinque destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Foggia, su richiesta del pm inquirente Rosa Pensa. Si tratta di Marcello Di Sibbio, ex guardia giurata di 57 anni, della guardia giurata Domenico Di Sapio, di 46, di Vincenzo D’Angelo, di 34, e di Giuseppe Carmellino, di 51, tutti di Foggia. Una quinta persona è al momento ricercata.

Le indagini della squadra mobile della questura di Foggia sono state avviate dopo la tentata rapina aggravata compiuta ai danni del caveau dell’istituto di vigilanza N.P. Service di Foggia, iniziate nel novembre del 2014, e focalizzate su alcune guardie giurate: Marcello Di Sibbio e Domenico Di Sapio, dell’istituto di vigilanza 'Metropol'. Le intercettazioni e i pedinamenti hanno consentito alla polizia – secondo l’accusa - di verificare che Di Sibbio, con la complicità di Di Sapio e dei pregiudicati D’Angelo e Carmellino e della quinta persona ricercata, aveva costituito un gruppo criminale dedito all’organizzazione di numerosi reati.

L'organizzazione, grazie a Di Sapio, sarebbe riuscita a duplicare, tramite il supporto di Carmellino, la chiave d’accesso alla porta d’emergenza del Banco di Napoli di corso Vittorio Emanuele, con l’intento di assaltare il caveau e le relative cassette di sicurezza. Il primo tentativo del gennaio scorso non andò a buon fine a causa della non esatta riproduzione della chiave d’accesso; altri tentativi furono vanificati dalla polizia e dal successivo arresto di Di Sapio, accusato di un tentativo di furto ai danni del caveau del Banco di Napoli di piazza Puglia. Di Sibbio e D’Angelo, insieme ad un terzo componente della banda, sono accusati di aver compiuto nel febbraio scorso una rapina a mano armata con sequestro di persona ai danni dell’autista di un furgone che trasportava farmaci, per un valore di circa 100 mila euro. L’autista del furgone, dopo essere stato sequestrato, fu abbandonato nelle campagne di borgo Incoronata, a circa 15 chilometri da Foggia. 

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