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Foggia, protesta armato di ascia: bloccato dai medici

Foggia, protesta armato di ascia: bloccato dai medici
FOGGIA - Momenti di tensione l’altra mattina in un reparto degli ospedali riuniti dove il figlio di un paziente avrebbe dato in escandescenze, tentando di estrarre anche un’ascia da un borsone prima d’essere bloccato dagli stessi medici e personale infermieristico, tant’è che quando la pattuglia della Questura è giunta sul posto la situazione era tornata alla calma: il foggiano è stato identificato e denunciato a piede libero per minacce e possesso di oggetti atti a offendere, un’ascia che è stata sequestrata.

Per quanto poi ricostruito dalla «volante» attraverso una serie di interrogatori, pare che il giovane foggiano si sia recato nella medicheria del reparto ospedaliero con un borsone. Si sarebbe rivolto ad un infermiere chiedendo ad alta voce dove fossero i medici, contestualmente avrebbe scaraventato a terra un carello con i medicinali. I toni concitati dell’uomo e il rumore del carrello rovesciato hanno richiamato l’attenzione di medici ed altro personale che hanno bloccato l’uomo mentre avrebbe tentato di estrarre un’ascia dal borsone; tra i primi a intervenire e accertare che tutto era rientrato nella norma è stato il poliziotto di turno al posto fisso di polizia. Nel frattempo dagli ospedali riuniti era partita la richiesta d’aiuto alla sala operativa della Questura in quanto c’era una persona con l’ascia in un reparto, con una «volante» giunta nella cittadella ospedaliera poco dopo la telefonata al «113».

Quando i poliziotti sono arrivati in viale Luigi Pinto, il giovane era stato accompagnato in una sala del reparto dove si trovava in compagnia di un familiare e di un medico: il giovane si era calmato. Pare che lo scatto d’ira sia dovuto alle condizioni del familiare dell’indagato ricoverato da qualche tempo; il giovane avrebbe chiesto scusa per il suo comportamento, dicendosi dispiaciuto per quanto successo e spiegando che non aveva alcuna intenzione di fare del male. Il giovane incensurato, come da prassi, è stato accompagnato in Questura per le formalità di rito dalla «volante» e rilasciato subito dopo: la sua posizione è adesso al vaglio della Procura.

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