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Foggia, cercansi medici per la fibrosi cistica

Foggia, cercansi medici per la fibrosi cistica
FOGGIA - Di fibrosi cistica si muore, spesso ci si salva ma le condizioni di vita non sono facili. Ci sono però anche casi in cui il «malato» conduce una vita perfettamente normale, i più fortunati. Un aspetto questo della malattia che apre un barlume di speranza per i 110 pazienti foggiani e non che gravitano intorno al centro specialistico di Cerignola, circa un terzo dell'utenza pugliese.
L'accordo l’università di Foggia è stato appena firmato, prevede che dal prossimo mese due medici neolaureati specializzati in Pediatria facciano tirocinio nel centro diretto fino a qualche mese fa da Luigi Ratclif, oggi medico in pensione ma punto di riferimento dell’accordo in quanto consulente scientifico della Lega italiana fibrosi cistica. Le conoscenze di Ratclif saranno, infatti, fondamentali per formare i giovani medici, un piano di tirocinii che si sta cercando di mettere in piedi in un settore i cui passi avanti si devono soprattutto all’azione del volontariato.

«Oggi ci accingiamo a mettete una pietra miliare sul fronte della lotta contro questa malattia - afferma Giuseppe Ardillo, presidente pugliese della Lega italiana fibrosi cistica – quello dell'ospedale Tatarella sarà il primo centro in Italia in cui si farà formzione di giovani medici. E' un esempio che vorrei far clonare perchè questa malattia si può curare, ma occorrono i medici che non abbiamo. E quando i medici più anziani hanno raggiunto il limite di età non ci sono ricambi». Il centro cerignolano attualmente è retto da due medici, «ma è senza ricambi – rileva Ratclif – e se non corriamo ai ripari un giorno potrebbe chiudere dopo vent'anni di onorato servizio. Vi sono - ha aggiunto - conoscenze e materiale umano che potrà essere messo a disposizione dei giovani medici che hanno bisogno di un incoraggiamento perchè i medici della fibrosi cistica lavorano spesso isolati e sono sempre stati pochi».

I giovani pediatri seguiranno un programma di tirocinio della durata di otto mesi, al termine dei quali ci sarà un avvicendamento continuo con altri due neolaureati. «Dalla nostra università escono 25 pediatri l'anno – sottolinea Massimo Pettoello Mantovani, direttore dell'Istituto di Pediatria del dipartimento di Medicina – questo accordo nasce con dodici mesi di ritardo, siamo stati frenati dalla burocrazia. Ma per fortuna la Lega ci è venuta incontro, ora siamo nelle condizioni di costituire un network già attivato ad esempio con l'ospedale di San Giovanni Rotondo».

Il problema è che questa terribile malattia non si combatte solo con i pediatri, ma servono medici specialisti sulla fibrosi cistica anche tra i medici di famiglia. «E non ce ne sono affatto sul territorio», ha rilevato un medico di famiglia che ha preso parte all'incontro tenuto all'Ordine dei medici di Foggia. «Si tratta di una malattia cronica, tutelato da una legge nazionale. Un tempo – ricorda il direttore sanitario dell'Asl, Luigi Pacilli – era considerata una malattia esclusivamente pediatrica, ora è dell'adulto. Ma i pazienti adulti non possono essere ricoverati in Pediatria e per questo finiscono in Medicina o in Rianimazione dove però non vengono somminsitrate le cure adatte. Per loro occorrerebbe personale specialistico che non troviamo». [m.lev.]

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