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Foggia, riecco le multe contro la prostituzione da 100 a 500 euro

Foggia, riecco le multe contro la prostituzione da 100 a 500 euro
FOGGIA - Si riparte dopo un periodo di stop, con l’ordinanza sindacale che rinnova multa per «lucciole» e clienti, da 100 a 500 euro per i recidivi, per cercare di frenare il fenomeno della prostituzione da strada. La decisione di ripristinare l’ordinanza (in vigore per lunghi periodi in città sin dalla fine del 2007, salvo poi doverla interrompere per qualche mese dopo che la Corte Costituzionale ha stabilito che non può essere perenne) è stata presa dal sindaco Franco Landella dopo aver osservato che nel periodo della precedente ordinanza (agosto 2014/gennaio 2015) si è registrata «una significativa azione di contrasto del fenomeno della prostituzione su strada grazie all’intensa attività posta in essere dalle forze di polizia operanti sul territorio». E invece «a decorrere dalla data di cessazione della vigenza della ordinanza il fenomeno in argomento si è nuovamente manifestato in misura considerevole e preoccupante», per dirla con le parole dell’ordinanza sindacale.

Ecco perchè dal primo settembre e sino a fine febbraio si è deciso di ripristinare l’ordinanza anti-prostituzione. Si tratta di un provvedimento deciso anche in relazione «all’allarme sociale che il fenomeno della prostituzione di strada desta nella comunità locale e alla grave compromissione della sicurezza della circolazione stradale sia urbana che extraurbana, con particolare riferimento alla statale 16 Adriatica, nel tratto ricadente nell'ambito territoriale del Comune di Foggia». Le «lucciole» si trovano, a decine, non solo su via Bari, via San Severo, zona Saice, su via Manfredonia, ma anche in città, concentrate nella zona della stazione ferroviaria.

La decisione del primo cittadino di firmare l’ordinaza bis (la seconda della sua gestione, ma come detto analoghi atti sono stati adottati anche dalle amministrazioni precedenti sin dalla fine del 2007) è stata presa dopo un vertice in Prefettura delle scorse settimane per analizzare dati e fenomeno. In quella occasione si ribadì - spiegano fonti del Comune - la necessità «di effettuare servizi specifici, con il concorso di tutte le forze di polizia, ad ordinamento nazionale e locale, per meglio contenere il fenomeno lungo la strada statale». Da qui l’opportunità e necessità di tornare a sanzionare con multe prostitute e clienti per altri sei mesi (il tempo massimo di durata dell’ordinanza che poi può essere ulteriormente rinnovata) anche perché «il fenomeno tende a manifestarsi in maniera recrudescente in numerose aree del territorio urbano e che recentemente si è ripresentato, in maniera dilagante, anche in zone ubicate nel cuore del centro cittadino, nell'ambito delle quali si rende necessario assicurare» si scrive nell’ordinanza «con carattere di urgenza e contingibilità efficaci azioni di contrasto in relazione alle modalità lesive della dignità e della libertà dell'essere umano, ai rischi per la salute pubblica, ai rischi per l'incolumità pubblica derivanti da improvvisi, repentini rallentamenti e situazioni di intralcio della circolazione stradale urbana ed extraurbana, nonché all'esigenza di fornire un'immagine improntata al decoro ed alla civile convivenza».

Ecco perchè dal primo settembre al 29 febbraio 2016 «è fatto divieto a chiunque, sull'intero territorio comunale, sulla pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio, offrire o richiedere prestazioni sessuali a pagamento. La violazione» prosegue l’ordinanza sindacale «si concretizza con qualsiasi atteggiamento o modalità comportamentale, compreso l'abbigliamento, che manifesti inequivocabilmente l'intenzione di adescare o di esercitare il meretricio e con l'avvicinare le persone di cui sopra richiedendo e/o concordando prestazioni sessuali a pagamento o appartandosi al fine di porre in essere la condotta». Nei «confronti delle persone che risulteranno recidive, a partire dalla seconda violazione accertata, la sanzione verrà sempre applicata nella misura massima di 500 euro. Le persone dedite alla prostituzione, vittime di violenza o di grave sfruttamento o in stato di particolare disagio, potranno essere avviate a programmi di sostegno e reinserimento psicologico e sociale attivi sul territorio comunale per il loro recupero. L'inottemperanza all'ordine impartito di cessare immediatamente il comportamento illecito sarà perseguito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale» (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, contravvenzione punita con l’arresto sino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro) «essendo il provvedimento ascrivibile a materia di sicurezza pubblica».

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