Cerca

Fitto: più casting che politica Forza Italia come «X Factor» Vitali replica: «Hai scordato la tua storia»

Fitto: più casting che politica Forza Italia come «X Factor» Vitali replica: «Hai scordato la tua storia»
di Michele Cozzi

Raffaele Fitto, leader dei “Conservatori e Riformisti": come va la costruzione del nuovo partito?

«Guardi, sempre più spesso, vedendo politici nei programmi tv, mi viene da dire: "Ma di che state parlando?". Quelle risse, oppure quei dibattiti su un'agenda lunare (Italicum, Senato, ecc) che interessa solo al palazzo, hanno sempre meno a che fare con la realtà. Il 50% degli italiani non va più a votare. E non sono italiani estremisti: sono artigiani, commercianti, agricoltori, partite Iva, e in più tanti pensionati, disoccupati, anche tanti bravi lavoratori dipendenti del privato e del pubblico. Il centrodestra ha perso 10 milioni di voti, un "territorio" più grande di tutta la Lombardia: e oggi stanno tutti a casa. Ecco, noi Conservatori e Riformisti vogliamo fare il possibile per rivolgerci a questa Italia rimasta politicamente senza casa».

Il suo punto di riferimento è diventato il leader inglese Cameron. Ci hanno provato in molti a creare un partito liberale di massa. Pensa di riuscire nel miracolo?

«L'Inghilterra dovrebbe essere un modello per chiunque abbia occhi per vedere. In 5 anni, ha creato più posti di lavoro di tutti gli altri Paesi europei messi insieme. 1000 posti di lavoro al giorno! Una media di appena tre giorni di attesa per trovare lavoro! Si rende conto? E qui stiamo a giochicchiare sugli "zero virgola", con un governo (la cosa francamente mi lascia sconcertato) che esulta per uno "zero virgola" in più, senza neppure saperlo leggere. Dai dati di ieri viene fuori che il piccolo incremento nel lavoro è solo un effetto della Fornero che ha trattenuto al lavoro alcuni ultracinquantenni, ma resta drammatica la disoccupazione complessiva, per non dire dei giovani e del Sud...E qualcuno ha pure il coraggio di esultare...Ecco perché dicevo alla politica italiana: "Di cosa state parlando?". Cameron e l'Inghilterra mostrano che cose serie e fortissime su lavoro, tasse, immigrazione si possono fare davvero: non dirle nei comizi, ma farle. E noi stiamo con loro, mentre Fi ancora sta sul carro della Merkel».

Teme che altri parlamentari, dopo Boccardi, possano sentire le sirene del ritorno a casa?

«Ma no...Anche qui dico: "Di cosa parliamo?". Il vecchio centrodestra non c'è più. Lo dico con malinconia. Forza Italia, che per tanti anni è stata la casa degli italiani che oggi si astengono, è ormai ridotta al lumicino, ben sotto il 10% nazionale. L'unica attività è il "casting" permanente per gettare fumo negli occhi: un ragazzo oggi, una ragazza domani, che vengono illusi e poi gettati via dopo tre settimane...Ma che modo è? Siamo a "X Factor"? Anche qui dico: questi giochini cosa hanno a che fare con il problema del commerciante a cui viene negato credito in banca, o della coppia che non riesce ad avere il mutuo per comprare casa, o dei genitori che non trovano uno sbocco lavorativo per il figlio?»

Con Forza Italia porta chiusa o attende un dopo-Berlusconi?

«Guardi, io ho sempre avuto sentimenti positivi verso Berlusconi, purtroppo spesso non ricambiati. Per due anni, e lui lo sa, gli ho detto che stava sbagliando, e che era possibile rilanciare il centrodestra, ripartendo da proposte serie (su tasse, immigrazione, sicurezza, lavoro) e dalle primarie come occasione per scegliere una classe dirigente forte, credibile, legittimata...Altro che concorsi di bellezza o casting . E invece ha detto no su tutto....Prima ha inseguito Renzi con il Nazareno, poi ha inseguito Salvini, ora fa entrambe le cose disorientando gli elettori e - purtroppo - privilegiando la riflessione aziendale sul futuro del centrodestra».

Il tema delle primarie. Salvini sembra volerle, Toti pure, ma poi ha fatto un passo indietro. Che dice?

«Noi faremo presto qualcosa di molto forte su questo. E' l'unica via per un grande dibattito di idee nel centrodestra, e per avere una vera mobilitazione rispetto al centrosinistra. Fuori dalle stanze chiuse! No ad altri accordi di vecchi partiti .Apriamoci agli elettori, alle imprese, al mondo produttivo, all'Italia che sta fuori...»

Quagliariello, nell'intervista alla Gazzetta, lancia un laboratorio Puglia. Ma dice che lei è ossessionato dall'opposizione a Renzi, e che non è questa la vera discriminante. Come replica?

«Per la verità, da parte del senatore Quagliariello sono venute parole rispettose e intelligenti, e lo ringrazio per questo. Io però faccio un ragionamento semplice e chiaro: bisogna costruire uno schieramento che sia davvero alternativo alla sinistra. Non puoi dire che vuoi rifare il centrodestra, ma nel frattempo stare al governo con il centrosinistra. Non è una cosa credibile. E il centrodestra non va lasciato al deserto attuale, alle urla di chi finisce per fare il gioco di Renzi, il quale potrà dire: "O me o il caos».

Lei critica fortemente il governo Renzi. Se la situazione dovesse precipitare, il suo partito con chi si aggregherebbe per il voto?

«Di tutto l'Italia ha bisogno, tranne che di una campagna elettorale domattina. Se Renzi è in grado, governi, anziché fare propaganda con le slide. E il centrodestra ,con le primarie, si organizzi per unirsi e batterlo nel 2018. Nelle grandi democrazie funziona così».

Lei propone un piano anti tasse di decine di miliardi. Ma poi, come coprirebbe i mancati introiti?

«Lo abbiamo già spiegato con i nostri emendamenti di un anno fa alla legge di stabilità di Renzi: tutti tecnicamente ammessi dalla Commissioni Bilancio (proprio perché le coperture c'erano), ma bocciati da Renzi e dal Pd. Le nostre coperture sono forti e serie, anche legate al piano Cottarelli: razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi della Pa, basta sprechi nel pozzo senza fondo delle Regioni, costi standard veri e seri nella sanità, e intervento durissimo sulle municipalizzate (fonte di sprechi e clientelismo). Tutto questo (e molto altro) è scritto nero su bianco e cifra per cifra nei nostri emendamenti. Se fai questo, puoi fare non un taglietto fiscale alla Renzi, ma un vero taglio-choc per far ripartire davvero l'economia. Per avere non una crescita da "zero virgola" (la più bassa d'Europa), ma una crescita vera: via la tassa sulla prima casa; giù l'Iva prima di uno e poi di due punti; via l'Irap in due anni; giù l'Ires. Più soldi in tasca per tutti: famiglie e imprese, e ossigeno vero per i consumi interni».

Renzi verrà all'inaugurazione della Fiera. Sul sud il governo ha fatto poco. Lei è stato ministro. Cosa chiede al governo?

«Il governo Renzi dopo più di un anno deve ancora iniziare. Da ministro, avevo aperto una stagione e una strategia nuova sui fondi comunitari d'intesa con le regioni e con il Commissario europeo. Opportunamente proseguita dal ministro Barca. Erano stati selezionati pochi grandi obiettivi strategici, ed avevamo stabilito ,in caso di inerzia delle Amministrazioni, il potere sostitutivo . E' tutto scritto nero su bianco in norme che sono vigenti. Ma il governo Renzi su questo non si capisce cosa vuol fare».

Sulla riforma del Senato, i senatori del suo partito potrebbero unirsi al gruppo di Verdini per aiutare il governo? Se si quali condizioni pone?

«Ma non scherziamo. Noi ,sia al Senato che alla Camera, abbiamo presentato emendamenti sulle cose vere che in quella riforma non ci sono: emendamenti per il presidenzialismo, per inserire il tetto fiscale in Costituzione, per abolire davvero il Senato (o, in subordine, almeno per eleggerlo, Renzi ha detto no su tutto. Vedremo se al Senato rifarà lo stesso in tal caso la nostra posizione sarà chiaramente contraria».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400