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Al mondiale di mungitura anche il foggiano Vocale

Al mondiale di mungitura anche il foggiano Vocale
di ANTONIO D’AMICO

FOGGIA - Si chiama Mario Antonio Vocale, ha 27 anni, è di San Nicandro Garganico, di professione fa l’allevatore e il 20 settembre salirà in Val Brembana, in provincia di Bergamo, per dare l’assalto al titolo mondiale di mungitura. Icona di una economia e cultura garganica che affonda le sue origini nella notte dei tempi, Mario percorrerà gli 800 chilometri che dividono la sua terra d’origine dalla location della competizione insieme alla vacca... del cuore. Con il fratello Nazario lavora nell’azienda zootecnica di famiglia e ogni giorno si “allena” con un centinaio di mucche podoliche che crescono allo stato semi-brado nei pascoli della sua terra. Ora la voglia di conquistare il titolo iridato di una speciale categoria... i mungitori di mucca.

«La vacca del cuore?», ribatte al giornalista. «Beh in fondo è vero: tra mungitore e animale c’è un feeling particolare, s’instaura un rapporto speciale quasi confidenziale, perché la mucca riconosce le mani che la trattano e se si sentono tranquille rilasciano più latte. Per questo vado in Lombardia con uno degli animali più produttivi del nostro allevamento».

Comunque lei parte con un gap iniziale...

«Sì, perché i nostri sono animali che vivono allo stato semi-brado mentre la quasi totalità dei miei avversari mungerà mucche che vengono allevate in stalle, quindi più mansuete. La nostra vacca podolica è più esuberante, se vogliamo, perché abituata a vivere in spazi aperti e a non sottostare alle regole della stalla. Ecco perché è più difficile il mio compito. Pur tuttavia sono fiducioso e per essere più tranquillo mi porto dietro un animale che conosco nelle abitudini e nelle prestazioni».

Una sfida insolita quella che lei lancia.

«Desideravo cimentarmi in questa competizione, il campionato mondiale di mungitura, un po’ perché mi sembra bello sfidare e conoscere i miei colleghi, e anche per vivere una esperienza che penso sia bella per chi fa il nostro lavoro. Non si vincono premi speciali, ma resta il gusto di “gareggiare” con altri mungitori come accade in una banale sagra di paese come si faceva una volta. Tutto qua, e non vedo l’ora di vivere questo appuntamento che per me ha un sapore particolare».

Un lavoro che è il risultato di una lunga esperienza.

«E’ la vita della nostra famiglia, è la cultura trasmessa dai nostri avi. Per capirlo bisogna essere allevatori, vivere i nostri problemi, le nostre gioie. Mungo mucche dall’età di 8 anni e sono felice di farlo anche oggi che ne ho 27. Lo facevano i miei antenati, lo fa anche la nostra generazione. Sul Gargano fare l’allevatore è una forma di vita e di retaggio culturale che abbiamo nel dna. La nostra terra è sempre stata abitata da pastori».

Sposato e con tre figli, Mario spera però in un futuro diverso per i suoi eredi.

«Fare l’allevatore dalle nostre parti non è facile, ci sono tanti problemi e la nostra categoria è ormai stata dimenticata dalle istituzioni. Io amo il mio lavoro ma spero un futuro diverso per i miei figli».

L'anno scorso, al campionato presero parte concorrenti anche da India, Romania e Svizzera e da una decina di regioni italiane, Sicilia compresa. Quest'’nno il parterre di concorrenti stranieri si arricchirà di mungitori olandesi e di lingua tedesca. Obiettivo: superare gli 8,7 litri munti in due minuti, performance di Gianmario Ghirardi di Malonno (Brescia), vincitore lo scorso anno del trofeo «Secchio doro – Formaggi Principi delle Orobie».

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