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Foggia, il megastore non aprirà a dicembre Congelati 1.200 posti

Foggia, il megastore non aprirà a dicembre Congelati 1.200 posti

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Inutile bussare alla porta del GrandApulia: il grande centro commerciale che sta sorgendo a borgo Incoronata resterà un cantiere aperto almeno fino alla prossima primavera. La crisi continua a colpire i consumi e quelli che erano i timori di otto mesi fa, si stanno purtroppo avverando. Nel gennaio scorso l’imprenditore Antonio Sarni, confessava alla Gazzetta che un investimento di queste dimensioni (cento negozi, 60 milioni in gioco, 180mila metri quadri di superficie commerciale), se non fosse stato concepito qualche anno fa, oggi non si sarebbe potuto realizzare. E ipotizzava l’apertura «entro dicembre», salvo complicazioni dopo un rinvio già di un anno. I lavori sono andati avanti in questi mesi perché c’erano i contratti firmati e perché a spingerli c’era la ragione dell’ottimismo che una situazione di straordinaria difficoltà economica che avvolge il Paese e la nostra provincia in particolare, fosse destinata a finire.

Non è stato così, anzi le cose sono peggiorate. Centrale, in questo ripensamento, l’evolversi della vertenza Ipercoop che, come si ricorderà, già dal febbraio scorso ha presentato il conto degli esuberi nei sei ipermercati pugliesi, almeno una quarantina dei quali a Foggia. E Coop è attore principale del nuovo GrandApulia, la galleria food sarà tutta o quasi caratterizzata dalla presenza del marchio modenese storico partner commerciale del gruppo Sarni nell’Ipercoop-Mongolfiera in viale degli Aviatori.

Oggi la vertenza Coop si è ricomposta, ma ha lasciato sul campo molti feriti e la consapevolezza che il settore commerciale legato agli “iper” stia finendo la sua corsa. Oggi la tendenza è ridurre gli spazi perché i consumatori hanno meno soldi da spendere e probabilmente così andrà avanti a lungo. Non c’è più alcuna straordinarietà del momento. E’ questo adesso il grande cruccio dei Sarni, ritrovarsi con una mega struttura ormai pronta per essere aperta e non sapere come riposizionarla sul mercato. Grandi anche le aspettative occupazionali legate a questo investimento, «almeno 1200 posti di lavoro» secondo le informazioni ufficiali comunicate dal gruppo e dai partner d’investimento fino a pochi mesi fa e che oggi appaiono a rischio. Anche i colloqui con i marchi che dovranno animare il centro commerciale hanno subito un rallentamento, la speranza è che il refolo della ripresa avvertita nelle regioni del Nord cominci a soffiare anche qui. Persino i sindacati sembrano aver mollato la presa sul GrandApulia e se qualche mese fa si dicevano pronti a iniziare la trattativa su contratti e inquadramenti professionali, adesso non sanno più cosa rispondere.

«Entro la fine dell’anno saremo nelle condizioni di valutare meglio l’andamento dei consumi su scala provinciale – commenta il presidente di Confcommercio, Damiano Gelsomino – gli indicatori che abbiamo non spostano granchè il quadro della situazione, ma ci attendiamo qualche cambiamento dalla ripresa che si comincia a respirare nel paese e che nelle regioni del Sud, com’è ormai consuetudine, avvertiremo a distanza di qualche mese. Dobbiamo essere fiduciosi – conclude Gelsomino – gli investimenti non si possono fermare».

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