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Il «Caronte» del Gargano esploratore delle grotte aprì le porte del paradiso

Il «Caronte» del Gargano esploratore delle grotte aprì le porte del paradiso
FOGGIA - Se ne è andato in silenzio accompagnato dal suono del mare. Come un pescatore d’altri tempi. Michele Trimigno, il «Caronte» del Gargano, ha salutato tutti a 86 anni. Era conosciuto come l’esploratore delle «grotte marine» del promontorio e senza saperlo è stato tra gli animatori del turismo sul Gargano.

Negli anni Cinquanta, a bordo del suo motopesca, il «San Michele», portava in lungo e in largo sulla costa Enrico Mattei, il presidente dell’Eni un protagonista della ricostruzione industriale del dopo guerra. Del Gargano a Mattei aveva parlato Vincenzo Russo, foggiano, che all’epoca era un funzionario dell’Eni, prima di diventare parlamentare, segretario organizzativo nazionale della Dc e ministro.

Enrico Mattei, dopo aver scoperto le grotte in compagnia di Trimigno, sorvolò il Gargano col suo aereo e individuò anche il luogo dove avrebbe realizzato il primo centro vacanze dell’Eni: la baia di Pugnochiuso «perché - disse - questo è il paradiso in terra». All’epoca il promontorio, oggi attraversato da strade e gallerie, non aveva neanche la litoranea, tanto che da Mattinata a Vieste bisognava percorrere la vecchia statale interna, mentre per arrivare sulla costa bisognava utilizzare le mulattiere.

Trimigno, e Mattei, senza saperlo fecero insieme la fortuna del Gargano. Da quel giorno il promontorio scoprì di avere in casa un tesoro non solo ambientale ma anche industriale, ovvero il turismo, che negli anni ha portato lo «sperone» d’Italia ad essere la locomotiva delle vacanze pugliesi (senza un aeroporto) e Vieste ad essere la prima località regionale per numero di presenze: oltre due milioni.

Individuata l’area, nel 1959, toccò al Comune di Vieste, proprietario di larghe porzioni della baia di Pugnochiuso, stabilire a maggioranza il prezzo di vendita in 250.000 lire ad ettaro pari a 25 lire al metroquadro. Mai investimento per un esproprio di Stato (l’Eni era totalmente pubblica anche se con Mattei operava da soggetto privato) è stato più produttivo sul lungo periodo.

Mattei fece acquistare al gruppo Eni un’area di circa 2.400 ettari, utilizzato per una parte a riserva di caccia (ma di quelle a cinque stelle) e per la parte restante ad uso turistico con due strutture alberghiere: Hotel del Faro e Hotel degli Ulivi; residence, sala congressi ed edifici per attività commerciali.

Il centro vacanze fu inaugurato nel 1969 e per anni fu meta del turismo internazionale con personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport e del jet set. I dipendenti di Pugnochiuso, oggi in pensione, ricordano ancora l’arrivo in elicottero della principessa Soraya.

Michele Trimigno nel 1976, fu insignito del titolo di «Cavaliere del lavoro» dall’allora presidente della Repubblica, Giovanni Leone. Un riconoscimento per quel vecchio pescatore che dal boom del turismo ha ricevuto poco e nulla ma che ha fatto conoscere le «sue» grotte al mondo.

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