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Matteo da Manfredonia e il suo giro del mondo «In bici per i bambini»

Matteo da Manfredonia e il suo giro del mondo «In bici per i bambini»
di ANNA MARIA VITULANO

MANFREDONIA - E’ terminato, davanti al portoncino dell’abitazione dei suoi genitori che affaccia sul centralissimo corso Manfredi dal cui balcone scendeva un magnifico manifesto di benvenuto, la seconda e conclusiva parte del viaggio sportivo-umanitario in solitaria effettuato in bicicletta dal sipontino Matteo Tricarico. Ad attenderlo, scortato da un drappello di ciclisti del Gruppo sportivo Sipontino che ha voluto condividere con lui l’ultimo tratto, da Vieste a Manfredonia, di un incredibile giro del mondo su due ruote che ha macinato 70mila chilometri ed è durato 1960 giorni, pochissime persone e, purtroppo, nessun rappresentante delle istituzioni locali.

A scrutare l’orizzonte c'erano papà Vittorio, la mamma Nella e il fratello Pasquale, la cugina e amica di sempre Chiara Carpano (moglie del compianto Franco Mancini), Franco Rinaldi che ha raccolto un’intervista per il suo imponente archivio storico, qualche conoscente e il titolare e il personale del bar Gatta che ha servito un rinfresco per brindare all’arrivo di Matteo avvenuto a 4 giorni dal suo 46mo compleanno che cade il 18 giugno.

L'impresa era iniziata a ottobre del 2009 quando Matteo decise, quasi per gioco, di compiere il primo viaggio di 15mila chilometri da Saigon, in Vietnam, a Manfredonia, visitando scuole ed istituti per disabili lungo il tragitto, al fine di sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sul problema dell’infanzia disabile nei Paesi in via di sviluppo e portare loro un aiuto concreto per mezzo della raccolta fondi gestita dalle organizzazioni non governative partner e destinata ai progetti più meritevoli. Il progetto è stato sostenuto e organizzato da Travel for Aid, associazione apolitica senza scopi di lucro, che si propone di favorire e diffondere la cultura nei propri soci e nel pubblico mediante manifestazioni ed eventi teatrali, musicali, sportivi e altre iniziative che comunque trovino attenzione da parte della gente, specialmente tra coloro che per fatti naturali od eventi tragici e traumatici abbiano delle diversità psichiche e fisiche che ne limitano la vita di relazione e/o di espletare una normale attività lavorativa, sia mentale che fisica. Matteo, oltre a visitare queste strutture, ha anche prestato servizio di volontariato impegnandosi direttamente in scuole, orfanotrofi e campagne d’informazione.

Come al suo precedente rientro, Matteo si recherà al centro di riabilitazione Cesarano di Manfredonia. Nei prossimi giorni terrà una conferenza stampa al laboratorio urbano culturale della sua città e, durante l’estate, parteciperà ad una serie di incontri presso alcune università italiane e istituti no profit che hanno seguito l’iniziativa.

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