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Istituto Zooprofilattico «cambio» dopo 20  arriva il nuovo direttore

Istituto Zooprofilattico «cambio» dopo 20  arriva il nuovo direttore
FOGGIA - Ora c’è anche il nuovo direttore generale e così il management dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e della Basilicata, dopo anni di tribolazioni, è completo.

Da oltre dodici mesi, dopo lo scioglimento del Consiglio di amministrazione (in carica da oltre venti anni, caso unico in Italia), l’istituto di eccellenza con sede a Foggia viveva una situazione precaria determinata dall’assenza di un rappresentante legale, sostituito dal dirigente più alto in grado con funzioni di gestione dell’ordinaria amministrazione. Questo ha creato problemi che hanno finito per rallentare l’attività dell’ente. Negli ultimi mesi però le due Regioni di competenza, appunto Puglia e Basilicata, hanno accelerato la soluzione della vertenza: al primo atto ufficiale, che è stata l’approvazione della legge regionale di riordino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, ha fatto seguito la nomina dei tre nuovi consiglieri del Consiglio di amministrazione, cioè il direttore del dipartimento di Agraria, Agostino Sevi (in rappresentanza della Regione Puglia e attuale presidente del Consiglio), Vito Bochicchio (in rappresentanza della Regione Basilicata) e Zaccaria Di Taranto (in rappresentanza del ministero della Salute).

L’atto finale la nomina del nuovo direttore generale che la giunta della Regione Puglia, d’intesa con quella lucana e con il parere favorevole del ministro della Salute, ha individuato appunto nel prof. Canio Buonavoglia.

Buonavoglia succede a Doriano Chiocco, che era uno dei 7 candidati idonei (insieme a Buonavoglia) al prestigioso incarico. l nuovo Dg ha 6 obiettivi immediati: introduzione di criteri di efficienza ed efficacia nell’uso delle risorse finanziarie e strumentali dell’Istituto attraverso ricognizione patrimoniale dei beni mobili ed immobili di proprietà dell’Istituto; controllo dei contratti di locazione attivi attualmente in corso, al fine di valutare possibili risoluzioni o rinegoziazioni per conseguire maggiori entrate finanziarie; ricognizione dei contratti di fornitura esistenti, anche alla luce dei parametri prezzo/qualità presenti in Consip o nella Centrale di Committenza della Regione Puglia, per valutare la possibilità di recedere sulla base delle norme vigenti in materia di spending review; riduzione/azzeramento del ricorso all’outsourcing per lo svolgimento di attività amministrative di competenza dell’istituto; utilizzo del sistema di contabilità analitica per centri di costo e di responsabilità, che consenta analisi comparative di costi, rendimenti e risultati; redazione del Bilancio sociale dell’istituto; contenimento della spesa del personale.

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