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Attentato a ristorante Foggia preso bombarolo marocchino Incastrato dalle telecamere 

Attentato a ristorante Foggia preso bombarolo marocchino Incastrato dalle telecamere 
FOGGIA - I Carabinieri della Compagnia di Foggia hanno dato esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto nei confronti di HALLOUFI Mohamed, marocchino 28enne, gravemente indiziato di danneggiamento aggravato, porto e detenzione illegale di materiale esplodente.
Per gli investigatori è responsabile dell'eplosione di un ordigno la mattina del 3 maggio scorso che provocava ingenti danni alla saracinesca, alla vetrata interna ed agli arredi del Ristorante “Leonardo in centro”, ubicato in via Garibaldi a Foggia e faceva infrangere alcuni vetri del vicino municipio.
Grazie ai filmati dei sistemi di videosorveglianza del ristorante danneggiato e degli esercizi commerciali dislocati nelle immediate vicinanze, si è risaliti a un giovane dai tratti somatici corrispondenti ad un soggetto di origine nord africana, vestito con camicia, jeans e scarpe da ginnastica di colore nero e rosso. Lo stesso aveva raggiunto l’esercizio commerciale a bordo di una Peugeot 206 di colore grigio con alcuni segni distintivi, allontanandosi appena dopo l’esplosione.
Sviluppando le informazioni acquisite dalla visione dei filmati e concentrando l’attenzione sia sull’autovettura, sia sulle immagini del giovane, i Carabinieri accertavano che una Peugeot 206 compatibile con quella ripresa dalle telecamera era in uso ad un marocchino, identificato in HALLOUFI Mohamed. I militari rintracciavano il soggetto, il quale tentava di darsi alla fuga ma veniva prontamente bloccato.

La perquisizione locale eseguita presso l’abitazione del fermato consentiva di rinvenire e porre sotto sequestro un paio di scarpe ed una camicia identiche a quelle usate dall’attentatore. All’atto del controllo, inoltre, HALLOUFI indossava lo stesso paio di jeans utilizzato dall’uomo ripreso dalle telecamere.
In relazione all’autovettura, gli accertamenti svolti non lasciavano dubbi che la Peugeot 206 utilizzata per raggiungere il luogo del delitto era proprio quella in uso al marocchino, per la corrispondenza di alcuni inconfutabili segni distintivi. Infine anche dalla stessa comparazione tra le immagini che ritraevano l’attentatore operare sul luogo dell’esplosione e le foto dell’indagato emergeva una chiara identità della persona. Quindi l'arresto del giovane: si indaga per chiarire il movente e gli eventuali mandanti del fatto delittuoso.

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