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Amministrative a Cerignola il comizio del candidato sindaco emulo di Cetto La Qualunque

Amministrative a Cerignola il comizio del candidato sindaco emulo di Cetto La Qualunque
CERIGNOLA - Se vi fosse una studiata strategia di comunicazione dietro la campagna elettorale di Gerardo Bevilacqua, vi sarebbe da scomodare la genialità, al di là del bene e del male, del vilipendio del bon ton e degli altri effetti collaterali. Il bagno di folla di giovedì scorso in piazza Duomo, con diverse centinaia di persone venute apposta per assistere alla sua performance stile «Cetto La Qualunque » è un dato oggettivo che fa riflettere sotto il profilo sociologico prima ancora che su quello politico. Perché dopo il tam tam virale sul web dei suoi filmati, le sue proposte gridate in dialetto cerignolano, nel segno della ribellione, il vero fenomeno non pare più nemmeno il vulcanico candidato sindaco di «Voci nuove», ma la gente che lo segue, che ride e si diverte e che sembra considerare le sue istanze politiche quasi un gustoso corollario, un pretesto per rilasciare il suo verbo con la colonna sonora neomelodica ed un incombente merchandising.

Chi non vorrebbe lavoro per tutti, soprattutto per i giovani da togliere dai pericoli della strada, quegli stessi pericoli che Bevilacqua ammette con disarmante sincerità, di aver praticato? Chi non vorrebbe che un bambino non debba raccogliere da terra il pane per sfarmarsi o ancora chi non vorrebbe che la politica si occupi veramente e seriamente degli ultimi? Ed infine: chi non vorrebbe pagare meno tasse locali e magari «marciare su Roma», per sfuggire al salasso di tasse e balzelli dello Stato centrale?

E’ naturale che quando la gente comune gli sente dire questi pochi concetti, si infiamma. E poco importa che ciascuno sia forse intimamente convinto che il Paese di Bengodi non esiste, né può esistere. Bevilacqua incarna contemporaneamente la temporanea legittimazione di un’utopia e la constatazione di una deriva cui ciascuno aggiunge gli aggettivi che vuole e da cui si prende le distanze con un pollice verso o con un eloquente silenzio. Bevilacqua, di tutto questo non sembra curarsi. E’ totalmente immerso nel suo personaggio umano e politico che fino a quando vi sarà gente intorno, ci sarà spazio per nuovi capitoli. Ancora tutti da scrivere. [a.t.]

IL COMIZIO CHE HA RIEMPITO PIAZZA DUOMO

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