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Appalti, nel mirino dopo la regionale «1» l’orbitale di Foggia

Appalti, nel mirino dopo la regionale «1» l’orbitale di Foggia
di FILIPPO SANTIGLIANO

FOGGIA - Dalla «Pedesubappenninica» all’Orbitale di Foggia il passo potrebbe essere breve. Ne è convinto l’ex candidato sindaco e capogruppo de «Il pane e le rose», Augusto Marasco, che riprende la questione dell’orbitale per il momento ferma al Tribunale amministrativo regionale di Bari dopo la decisione di una delle imprese escluse di fare ricorso dopo l’assegnazione provvisoria dell’appalto da oltre ventidue milioni di euro fatta dal Comune. Ricorso presentato perché l’impresa vincitrice dell’appalto - secondo la ricorrente - non avrebbe i requisiti previsti dalla Prefettura per ottenere i lavori.

«Avviso ai naviganti e a tutti coloro che avranno l'avventura di imbattersi nella Delibera dell'ANAC (autorità nazionale anticorruzione) e osserveranno che essa abbia censurato il fatto che la stessa persona possa essere responsabile del procedimento, progettista o direttore dei lavori. Sì, è esattamente la stessa coincidenza che ho denunciato circa 9 mesi fa sull'appalto per l'Orbitale urbana di Foggia, ricevendo insulti nell'Aula consiliare e prudentissimo silenzio dalla Prefettura e da altri presìdi della legalità», afferma Marasco che aggiunge: «Il fatto che questa violazione di legge coinvolga un ottimo tecnico (si tratta di Potito Belgioioso, responsabile dell’ufficio tecnico dell’Amministrazione provinciale di Foggia e dell’ufficio tecnico dell’Amministrazione comnunale di Foggia, ndr), verso il quale continuo a nutrire sentimenti di stima e amicizia, non mi impedisce di ribadire la necessità che l'Amministrazione di Foggia provveda a riparare a errori che rischiano di far perdere alla città 30 milioni di euro.»

«A differenza di altri, non mi interessa ripetere nomi e cognomi dei dirigenti amministrativi: sto facendo il consigliere comunale e penso che sia nostro dovere non dare anche solo l'impressione, polemizzando direttamente con Tizio o Caio, di intimidire persone che svolgono funzioni diverse e autonome da quelle politiche. Ripeterò, perciò, quanto scrive l'Autorità Anticorruzione a proposito del principio di cui ho denunciato la violazione nell'appalto da 30 milioni sull'Orbitale. “Va preliminarmente evidenziato - scrive Raffaele Cantone - che l’art. 7, comma 5 del d.p.r. 554/99 vieta che per interventi di importo superiore ad euro 500.000 le funzioni di responsabile del procedimento possano coincidere con le funzioni di progettista o direttore dei lavori. Il divieto imposto dalla norma citata, per appalti economicamente rilevanti, è posto a presidio dell’indipendenza di giudizio, rispetto ai compiti ed alle funzioni attribuite al responsabile del procedimento da una parte ed al progettista/direttore dei lavori dall’altra, per un corretto andamento dell’appalto». Arriverà prima Cantone o il Tar?

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