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Foggia, anche Internet fa emigrare i giovani

Foggia, anche Internet fa emigrare i giovani
FOGGIA - Le idee innovative ci sono, spesso non s’incontrano e paghiamo per questo un prezzo molto elevato al progresso tecnologico e alla conoscenza. Così Salvatore Severo, digital champion su nomina del governo Renzi in Capitanata, che ha presentato in Confindustria progetti che meriterebbero maggiore attenzione, spirito di squadra, sicuramente qualche contributo in più. «Partiamo dalle start-up – dice Severo – sono 153 quelle registrate in Puglia, delle quali 12 a Foggia. Non sono molte, ma questa provincia ad esempio ha la quinta idea classificata a livello nazionale nella categoria del food con il progetto “Cucina mancina”, sede legale a Foggia ma gli ideatori vivono in altre regioni».

Un fenomeno frequente quello delle start-up nate in Capitanata ma che poi emigrano. «E’ il caso, ancora, della Wiman di Mattinata (connessioni wi-fi: ndr) i cui ideatori si sono dovuti trasferire a Bologna perché qui non hanno trovato i supporti giusti per implementare il progetto». C’è però un cavallo di ritorno: il manfredoniano Vincenzo Colucci (ne parliamo a parte) che ha ideato la sua App a Bologna dove si è laureato in informatica e che ora la sta sviluppando a casa.

Una mosca bianca? «Il territorio è purtroppo disconnesso e non mi riferisco soltanto alle infrastrutture che lasciano a desiderare. Sono anche le persone che non s’incontrano. Abbiamo la necessità di sviluppare più collegamenti alla rete tra gli stessi internauti – dice Severo – abbiamo dalla nostra, qui in Capitanata, la capacità di investire sulle vocazioni di un territorio agricolo così importante. Penso, ad esempio, all’utilizzo dei droni che già avviene in altre regioni per monitorare le coltivazioni agricole. Grazie a questi strumenti si possono effettuare trattamenti specifici su zone molto localizzate e prevenire infezioni delle piante, studiare meglio il raccolto. E' un'idea da sviluppare, sulla filiera dei droni c'è un campionario di progetti enorme. Un’altra idea interessante è la stampa in 3D, ovvero la possibilità di realizzare oggetti in prototipo già attiva proprio nel campo del food: il condimento della pizza lo fa questa macchina in automatico, come anche le forme dell'impasto. Tutto sta a entrare in rete, dialogare, mettersi in contatto e sviluppare insieme le idee: da cosa nasce cosa».

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