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«Movida violenta» Aggredito barbone nell'indifferenza totale

«Movida violenta» Aggredito barbone nell'indifferenza totale
CERIGNOLA - Il rilevante schieramento di uomini messo in campo l’altra sera dalle forze dell’ordine per controllare la «movida» del sabato cerignolano non è bastato ad impedire un episodio gravissimo consumatosi intorno alla mezzanotte nel pieno centro della città. Un gruppo composto da una decina di adolescenti, ma forse erano di più, ha massacrato di botte un giovane senzatetto, dopo averlo provocato ed aggredito verbalmente. Calci e pugni in ogni parte del corpo del malcapitato di turno: un’azione in puro stile «arancia meccanica», in un viale Di Vittorio in quel momento trafficatissimo, dove nessuno si è sognato di intervenire in difesa dell’uomo anche perché nessuno, naturalmente, si è accorto di niente.

La teppaglia ha potuto così tranquillamente concludere la sua squallida serata, approfittando di un’ indifferenza di passanti ed automobilisti per la quale è ormai difficile trovare aggettivi adeguati.
«Quanto avvenuto è semplicemente rivoltante – è il commento del sindaco Antonio Giannatempo -. La selvaggia violenza di questo branco merita una risposta seria da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine: queste ultime fanno tutto il possibile per garantire alle persone per bene di vivere serenamente a Cerignola, ma non c’è collaborazione, c’è un’omertà che fa paura quanto la criminalità e l’esercito di vandali che popolano le nostre strade in ogni ora del giorno. Il fatto che nessuno abbia mosso un dito per aiutare la persona aggredita la dice lunga sull’inesistente senso civico di molti nostri concittadini. Dico questo con dolore; non si tratta più di invocare semplicemente il rispetto delle regole, qui si è smarrita qualsiasi forma di pietà, qui c’è troppa gente che pensa di poter fare ciò che vuole. E’ una barbarie senza fine, rispetto alla quale occorrono soluzioni adeguate alla gravità della situazione. Non si può rispondere di fioretto a chi usa la scimitarra: la città è fuori controllo, non si può prescindere da azioni di repressione molto più energiche. Lo si può fare solo mettendo le forze dell’ordine in condizione di lavorare con maggiore efficacia.
Cosa deve accadere ancora a Cerignola perché venga finalmente soddisfatta la richiesta di trasformare in Commissariato di Primo Livello il Presidio della Polizia di Stato operante nel comune con la più alta densità criminale della Puglia? In tutta onestà, posso dire che come amministrazione comunale abbiamo cercato e stiamo cercando di fare la nostra parte fino in fondo, agevolando il lavoro delle forze dell’ordine, mettendo per esempio a disposizione del Ministero dell’ Interno l’ex Tribunale per trasformarlo nella nuova sede del Commissariato di Ps e del distaccamento della Polizia Stradale, consentendo cioè agli agenti di Polizia di utilizzare un edificio collocato in una posizione strategica. Non smetterò mai di ringraziare la Dirigente del Commissariato di Ps Colasuonno per il lavoro svolto in questi anni in condizioni tanto difficili, così come i vertici di Carabinieri e Guardia di Finanza. Ma, al netto della cronica e scandalosa esiguità degli organici delle forze dell’ordine, quanti, a Cerignola, contattano telefonicamente Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, per segnalare che si sta compiendo un reato in qualche parte della città? Ognuno di noi dovrebbe sentirsi responsabile di ciò che avviene per strada. Ieri, per l’ennesima volta, questo non è avvenuto».

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