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Peschereccio affondato il maltempo blocca l'ispezione subacquea

Peschereccio affondato il maltempo blocca l'ispezione subacquea
ANCONA – Il mare di burrasca ha impedito anche oggi una nuova perlustrazione subacquea del fondale dove è rimasto incagliato il peschereccio pugliese 'Sparvierò, colato a picco il 2 aprile scorso nei pressi dell’impianto di raccolta di cozze al largo di Porto Sant'Elpidio (Fermo). Lo scafo è impigliato in un groviglio di cime, cavi e filari di cozze, e non dovrebbe essersi spostato di molto dal luogo dell’affondamento. Finora non sono state individuate tracce dei due marinai romeni dispersi, Maroga Costeli e Simion Vasile, i cui corpi potrebbero essere stati trascinati lontano dalle correnti.

Domani dovrebbero svolgersi le autopsie sulle altre due vittime accertate, Michele Fini e Giorgio Viorel Toma, mentre l'Ufficio circondariale marittimo di Civitanova Marche, titolare dell’inchiesta sommaria sul naufragio, sta completando gli accertamenti sulla regolarità del carico di cozze issato a bordo (forse troppo pesante per le dimensioni della barca), e sulle modalità di assunzione e preparazione professionale dell’equipaggio. Il comandante dell’Ufficio marittimo, il tenente di vascello Michele Grottoli, è anche incaricato di polizia giudiziaria per conto della procura della Repubblica di Fermo, che conduce l’inchiesta penale, e conta di consegnare in tempi brevi al magistrato i risultati delle ispezioni subacquee condotte finora e la documentazione relativa alle testimonianze raccolte.

L'armatore dello 'Sparvierò Fernando Coccia, di Cagnano Varano (Foggia) e il capitano Leonardo Coccia, suo figlio, sono indagati per omicidio colposo plurimo, e il secondo anche per naufragio. Le conclusioni dell’inchiesta sommaria di competenza della Guardia costiera saranno trasmesse alla Capitaneria di porto di Ancona.

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