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20 anni fa l'omicidio di Francesco Marcone «un eroe civile» I figli: attendiamo la verità

FOGGIA – "Venti anni senza giustizia. Il problema è la verità. La legalità passeggia per le vie della città: chissà chi ha visto, chi ha coperto, chi ha depistato". Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a margine della cerimonia che si è svolta a Foggia per ricordare i 20 anni trascorsi dal giorno dell’omicidio del dirigente dell’Ufficio Registri di Foggia Francesco Marcone (nella foto)
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20 anni fa l'omicidio di Francesco Marcone «un eroe civile» I figli: attendiamo la verità
FOGGIA – "Venti anni senza giustizia. Il problema è la verità. La legalità passeggia per le vie della città: chissà chi ha visto, chi ha coperto, chi ha depistato". Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a margine della cerimonia che si è svolta a Foggia per ricordare i 20 anni trascorsi dal giorno dell’omicidio del dirigente dell’Ufficio Registri di Foggia Francesco Marcone, ucciso con due colpi di pistola alla nuca il 31 marzo 1995 nel portone della sua abitazione da una persona non ancora identificata.
Pochi giorni prima della sua uccisione, Marcone aveva depositato, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, un esposto con cui denunciava il sistema e la rete di relazioni mafiose alla base di una certa imprenditoria spregiudicata.

La cerimonia si è svolta alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Foggia, Franco Landella, del vice direttore nazionale dell’Agenzia delle Entrate, Edoardo Ursilli, dei figli di Francesco Marcone, Daniela e Paolo, e di una piccola folla di persone che hanno voluto testimoniare l’affetto per un uomo onesto e stimato da tutti. E’ stata anche deposta una corona di alloro davanti alla stele dedicata proprio a Francesco Marcone, nei giardini di via Nedo Nadi.

"Francesco Marcone – ha detto Don Ciotti – resta un esempio di ufficiale dello stato che diceva sempre ai suoi figli, 'lo Stato siamo noi'. Quindi – ha proseguito – siamo chiamati anche noi ad assumerci di più le nostre responsabilità, per non essere cittadini ad intermittenza, ne abbiamo troppi nel nostro paese. Che non si dicano solo le cose che non vanno, ma che ci diamo da fare di più un po' tutti. Abbiamo bisogno di cittadini veri e responsabili nel nostro paese. Nel momento in cui la corruzione trionfa, questo è l’esempio di un uomo che ha saputo dire di no".

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