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Super stipendio a segretario Camera di commercio Tribunale: restituisca i soldi

FOGGIA - Per il tribunale la deliberazione che aumentò lo stipendio fino a 315mila euro lordi è stata oggetto di valutazione negativa da parte del ministero dell’Economia e della Corte dei conti, in quanto valutata come contraria alle superiori regole del buon andamento e dell’imparzialità amministrativa
Super stipendio a segretario Camera di commercio Tribunale: restituisca i soldi
FOGGIA - «Il segretario della Camera di commercio, Matteo Di Mauro, dovrà restituire le somme relative all’”ingiustificato ed esorbitante aumento della retribuzione di posizione” percepita dal 1 gennaio 2009”». Così recita un comunicato della Confesercenti che riprende e commenta la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Foggia, Mario De Simone, che ha respinto il ricorso presentato dal dirigente avverso la decisione della giunta camerale.

Nel settembre 2013, come si ricorderà, l’allora governo della Camera di commercio deliberò a carico del segretario generale la riduzione dello stipendio a 150mila euro. Vicenda che prende le mosse da un esposto presentato nel 2011 alla Corte dei conti: dopo opportune verifiche la magistratura contabile quantificò un danno erariale di 423.586,36, ovvero la differenza di retribuzione percepita da Di Mauro fino al 2008 e dal 2009 al 2011, il periodo incriminato. 

Nelle motivazioni della sentenza, il tribunale di Foggia scrive che «la deliberazione n. 129/2008 (quella che aumentò lo stipendio fino a 315mila euro lordi: ndr) è stata oggetto di valutazione negativa da parte del ministero dell’Economia e della Corte dei conti, in quanto valutata come contraria alle superiori regole del buon andamento e dell’imparzialità amministrativa».

«Per di più nel caso di specie - scrive il giudice - la deliberazione n.129 risulta violare anche il dettato dell’articolo 27 comma 5 del contratto collettivo nazionale di lavoro, posto che sia pur a fronte di un aumento di funzioni assegnate al segretario generale, di cui peraltro solo alcune aventi il carattere della continuità e della stabilità, la retribuzione accessoria di posizione otteneva un incremento notevole e sconsiderato».

Il giudice intima il «recupero delle somme secondo le forme e le modalità che siano rispettose della trattenuta nel limite del quinto della retribuzione mensile», ovvero «70mila euro subito», si legge nel comunicato della Confesercenti.

«La decisione del giudice De Simone - commenta Franco Granata, direttore della Confesercenti - è provvisoriamente esecutiva tra le parti, ai sensi dell’art 282 del codice di procedura civile. Aspettiamo comunque di conoscere le decisioni in merito del governo della Camera di Commercio di Foggia. Un provvedimento che permette di scrivere una nuova puntata sulla vicenda che sta tenendo banco negli ambienti dell'ente. Confesercenti sa di combattere una battaglia giusta sul ripristino della legalità e funzionalità dell'ente camerale. Noi ci crediamo e la magistratura ci dà ragione».

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