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«I ragazzi disabili senza il diritto ad andare a scuola»

BARI – Tempi della giustizia troppo lunghi per i diritti dei disabili: la denuncia arriva dalle mamme dell’Associazione Superamento Handicap di Cerignola (Foggia). Due famiglie con ragazzi disabili si erano rivolte al Tar della Puglia per far valere il diritto all'istruzione dei figli ma i giudici si sono dichiarati incompetenti sulla materia e hanno rimettesso il giudizio nelle mani del Tribunale Civile
«I ragazzi disabili senza il diritto ad andare a scuola»
BARI – Tempi della giustizia troppo lunghi per i diritti dei disabili: la denuncia arriva dalle mamme dell’Associazione Superamento Handicap di Cerignola (Foggia), dopo un ricorso fatto contro la Provincia di Foggia da due famiglie con figli disabili per far valere il diritto all’integrazione scolastica attraverso l’assistenza all’ autonomia e comunicazione ad personam, prevista per legge. Con una sentenza del febbraio scorso, a quattro mesi dal ricorso, i giudici del Tar Puglia "hanno preferito la strada dei formalismi e delle questioni teoriche" spiegano dall’associazione, dichiarandosi incompetenti sulla materia e rimettendo il giudizio nelle mani del Tribunale Civile.

"Questa decisione preoccupa – dice Marilena Dagnese, vicepresidente dell’associazione di Cerignola e madre di due ragazzi disabili – perchè con il giudizio civile i tempi si allungano e le spese aumentano. Secondo il Tar, quindi, - continua – un disabile che oggi voglia far valere il proprio diritto all’integrazione scolastica, dovrà rivolgersi al più lento giudice civile, e soprattutto, dovrà anticipare le spese di giudizio ma non tutti possono permetterselo".

La vicenda giudiziaria inizia ad ottobre 2014. Uno dei figli della signora Dagnese, Niccolò, un ragazzo con gravi disabilità motorie, inizia il primo anno di scuola secondaria di secondo grado. Fino al ciclo di studi precedente, il Comune gli aveva garantito quel tipo di assistenza. "Questo ha consentito a mio figlio – dice la mamma – di portare a termine con successo gli studi. Per Niccolò si è reso necessario un percorso didattico cucito su misura per lui: così grazie al supporto di ausili didattici e informatici che gli hanno permesso di studiare come gli altri, senza diversità di trattamento nel sostenere le prove di verifica e le interrogazioni, ha ottenuto la licenzia media con voto di 10 e lode e a dicembre è stato anche ricevuto a Palazzo Chigi, nella 'Giornata Internazionale delle Persone con Disabilita”, dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini".

Con l’inizio della scuola superiore la Provincia non gli riconosce da subito il diritto all’assistenza specializzata, nonostante la richiesta inoltrata mesi prima. Fino a febbraio, in attesa della decisione del Tar, la famiglia è costretta a sobbarcarsi le spese di un’assistente per Niccolò. La sentenza dei giudici amministrativi, che di fatto non risolve la situazione rinviando ogni decisione al Tribunale Civile, arriva a febbraio, quasi in contemporanea con il provvedimento della Provincia di Foggia che riconosce l’assistenza ad personam per il ragazzo per la durata di 10 settimane. "Troppo tardi e per troppo poco tempo" dice la mamma, che lancia un appello al Governo.
"A dicembre, a Palazzo Chigi – spiega la signora Dagnese – stringevano tutti la mano a mio figlio. Adesso che devono tutelare i suoi diritti e quelli di tanti altri ragazzi disabili, dove sono?".

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