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A Foggia la parata finale del «Puglia gay pride»

FOGGIA - Il coordinamento Puglia Pride ha annunciato che Foggia sarà la città che ospiterà la parata finale del Puglia Pride 2015. Dopo Lecce, che ha ospitato la parata conclusiva l'anno scorso, toccherà a Foggia farlo per la prima volta. Per la città di Vladimir Luxuria si tratta di un esordio in questo genere di manifestazioni
A Foggia la parata finale del «Puglia gay pride»
FOGGIA - Il coordinamento Puglia Pride ha annunciato che Foggia sarà la città che ospiterà la parata finale del Puglia Pride 2015. Dopo Lecce, che ha ospitato la parata conclusiva l'anno scorso, toccherà a Foggia farlo per la prima volta. Per la città di Vladimir Luxuria si tratta di un esordio in questo genere di manifestazioni anche se il capoluogo dauno ha fatto passi da gigante in avanti attraverso associazioni e sodalizi vari.

Nella settimana del Puglia Pride 2015 (la data sarà annunciata a breve dagli organizzatori) verranno organizzate una serie di giornate nei capoluoghi (e non solo) della regione, in una cascata di eventi volti a sensibilizzare tutte e tutti verso le tematiche del Pride, quali: matrimonio egualitario, adozioni per coppie dello stesso sesso, unioni civili, riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e del genitore non biologico, procreazione medicalmente assistita, legge contro omofobia e transfobia, legge sul cambio di genere sessuale, leggi in materia di tutela della persona transessuale e intersessuale oltre che sul lavoro, l’introduzione di un codice di autoregolamentazione per le materie LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer, intersessuali).

A livello regionale si chiede: una campagna di sensibilizzazione e informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili, di aderire alla rete Re.A.Dy., di offrire aiuto ai migranti LGBTI tramite formazione e progetti, di coinvolgere università e scuola nei processi di formazione ed educazione inerenti alle tematiche LGBTI, dei centri specializzati nel percorso di transizione, dei piani sociali di zona, l'istituzione dei registri delle unioni civili e una riformulazione della modulistica cambiando la dicitura “madre/ padre” in “genitore”.

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