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Assalti a portavalori e furti ai caveau 14 arresti

FOGGIA - La Polizia di Stato di Foggia sta eseguendo dalle prime ore dell’alba due misure cautelari a carico di 16 persone per reati di associazione per delinquere, furto, ricettazione, rapina e detenzione illegale di armi da guerra. Sgominata un’organizzazione criminale dedita a furti milionari nei caveau delle banche e agli assalti con tecniche paramilitari ai furgoni portavalori.  Delle 16 misure cautelari, 10 sono arresti in carcere, 4 ai domiciliari e 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra i colpi contestati alla banda anche l’assalto al Banco di Napoli nel marzo 2012 che fruttò un bottino da 15 milioni di euro
Assalti a portavalori e furti ai caveau 14 arresti
FOGGIA –  I 16 milioni e mezzo del bottino sono svaniti nel nulla, ma dopo quasi tre anni di indagini la polizia è riuscita ad arrestare i 14 uomini d’oro che nel 2012 svuotarono il caveau del Banco di Napoli di Foggia (bottino 15 milioni) e assaltarono, a colpi di kalashnikov, un furgone portavalori, fuggendo con 1,5 milioni. Ad alcuni degli arrestati viene anche contestato il tentativo di furto in due gioiellerie di Foggia, sventato dai poliziotti.

Sono due i gruppi criminali smantellati dalla polizia di Foggia e dallo Sco nell’operazione 'Goldfinger' che stamani ha portato all’arresto di 14 persone (dieci in carcere, quattro ai domiciliari) e alla notifica di due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

La prima associazione per delinquere, composta da pregiudicati pugliesi e romani, non collegata all’altro gruppo criminale, è accusata di aver svaligiato (nel marzo 2012) 165 cassette di sicurezza custodite nel caveau del Banco di Napoli di Foggia e di aver rubato valori e preziosi per circa 15 milioni di euro, oltre ad aver tentato un furto in due gioiellerie del centro commerciale La Mongolfiera (il 26 agosto 2012).

Per svuotare le 165 cassette di sicurezza – secondo le indagini – fu determinante l’elusione dei sistemi di allarme (furono duplicate le chiavi elettroniche di apertura delle porte e fu clonata la centralina di allarme) e la complicità di alcune guardie giurate poste oggi ai 'domiciliarì: i foggiani Domenico Di Sapio, di 46 anni, e Gennaro Rendine, di 34. Altre 150 cassette di sicurezza furono manomesse, ma non aperte. Tra i presunti autori del colpo Olinto Bonalumi, pregiudicato foggiano di 56 anni, mentre sua moglie, Patrizia Di Biase, avrebbe avuto un ruolo nel riciclaggio del danaro.

L'assalto alle gioiellerie Sarni sfumò, invece, perchè i poliziotti fecero irruzione nel covo dei banditi ed identificarono alcuni di loro, gli altri riuscirono invece a fuggire.

Tra gli arrestati per il tentativo di furto c'è Stefano Virgili, pregiudicato romano di 64 anni, esperto nel violare i sistemi di allarme più complicati, ritenuto in passato contiguo alla Banda della Magliana e coinvolto, assieme al terrorista dei Nar Massimo Carminati, nel clamoroso furto al caveau del palagiustizia di Roma del luglio 1999. Il secondo gruppo criminale, composto da pregiudicati baresi e foggiani, è accusato di aver assaltato un furgone portavalori della Np Service (il 6 dicembre 2013, sulla A14 a Cerignola) dal quale il commando, armato con kalashnikov, portò via circa 1,5 milioni.

Le indagini che hanno portato agli arresti sono cominciate grazie al fiuto di un poliziotto che, a rilievi in corso dopo il furto nel Banco di Napoli, vide aggirarsi per due volte fuori dalla banca il pregiudicato Olinto Bonalumi, uno dei 14 uomini d’oro, e alla luce del detto che il ladro torna sempre sul luogo del delitto, l’uomo non ebbe dubbi sull'identità di Bonalumi e di lì partirono le indagini.

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