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Foggia, crisi al Comune FI volta le spalle al sindaco che è senza maggioranza

FOGGIA - La decisione era stata annunciata a metà gennaio: Forza Italia si ritiene sotto rappresentata in giunta e nelle aziende partecipate rispetto ad esempio al Nuovo centrodestra. E ieri, dopo il tira e molla, Forza Italia ha presentato il conto. Otto consiglieri fuori dall’aula consiliare e sindaco virtualmente senza la maggioranza. Ieri in aula è stato salvato dalle minoranze di centrosinistra.
Foggia, crisi al Comune FI volta le spalle al sindaco che è senza maggioranza
FILIPPO SANTIGLIANO
FOGGIA - Alla prima occasione utile il gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato il conto al sindaco Landella e alla maggioranza di centrodestra. Diserzione compatta del Consiglio comunale per richiamare l’attenzione sul «disagio» del partito che si ritiene sotto rappresentato negli incarichi rispetto, ad esempio, al Nuovo centrodestra, ma anche sui metodi adottati dal primo cittadino, espressione di Forza Italia non va dimenticato, a proposito di decisioni assunte senza alcuna consultazione con il gruppo consiliare. Su tutte spicca la questione «mobilità» con la nuova isola pedonale ma non solo.

Al sindaco Landella si rimprovera anche il mancato rispetto del «patto della Conca» (dicembre scorso, ndr) quando si è praticamente incassata senza se e senza ma la candidatura alle regionali di Micaela Di Donna, cognata del sindaco. Il commissario del partito, Tarquinio, aveva tuttavia chiesto a Landella di fare qualche cessione dopo l’accelerazione di luglio scorso in occasione della nascita della giunta, per fare entrare nell’esecutivo i consiglieri Gianni De Rosa, destinato ai lavori pubblici, e Gabriella Grilli, per la cultura o la pubblica istruzione. De Rosa avrebbe peraltro come subordinata anche la presidenza del Consiglio comunale nell’eventualità di una elezione a consigliere regionale di Luigi Miranda, ma questa ipotesi fa a pugni con il sostegno alla Di Donna. Si vedrà.

Che la questione fosse al punto di «implodere» lo si era capito esattamente un mese fa, il 19 gennaio, quando alla Gazzetta il gruppo di Forza Italia dichiara apertamente che sulle nomine nelle aziende ex municipalizzate doveva iniziare la fase uno del rimpasto, e cioè «premiare» i forzisti ed iniziare a ridimensionare la presenza del Nuovo centrodestra in giunta (fase due).

Il 23 gennaio, Landella procede con le nomine nelle partecipate e per certi versi accontenta Forza Italia assegnando al Nuovo centrodestra la presidenza di Amgas Blu e non quella richiesta di Ataf, passata invece ad un esponente in quota Scapato (ex Partito socialista) per cambiali sottoscritte al ballottaggio.

La decisione tuttavia non piace a Forza Italia che, con il consigliere Paolo La Torre, sempre alla Gazzetta, fa gli auguri ai «nominati» ma rinuncia al battesimo. Anzi. L’unico candidato espressione del partito, Di Paola, non accetta l’incarico. Nel contempo si ribadisce la richiesta di ridimensionamento del Nuovo centrodestra: tre assessori compreso il vicesindaco con quattro consiglieri; nessun assessore espressione diretta di Forza Italia pur contando otto consiglieri. Va detto che nell’orbita Forza Italia è stata collocata l’assessore alla cultura, Anna Paola Giuliani e per certi versi anche l’assessore al bilancio, Sergio Lombardi, sponsorizzato dal consigliere comunale Consalvo Di Pasqua che, tuttavia, ieri ha rispettato le consegne decise all’unanimità dal gruppo consiliare disertando l’aula. Più sfumata, rispetto a Forza Italia, la posizione degli assessori Cangelli (legale) e De Filippis (urbanistica), tuttavia di area forzista (Cangelli è stato indicato in vari cda dal gruppo durante l’amministrazione Mongelli).

Chi ha capito che la situazione potesse precipitare da un momento all’altro è stato il Nuovo Centrodestra che, invece di sbraitare per il mancato riconoscimento della presidenza di Ataf, ha incassato quella di Amgas Blu «blindando» al tempo stesso la giunta. «Questa giunta non si tocca», dichiarò alla Gazzetta l’1 febbraio il massimo dirigente di Ncd in provincia di Foggia, l’on. Franco Di Giuseppe.

Il silenzio del sindaco su alcune questioni che avevano travolto due assessori, la Calabrese di Nuovo centrodestra (la richiesta di dimissioni dopo le dichiarazioni al convegno su scuola e gender) e la Moffa di Fratelli d’Italia (dopo il ritorno all’annona del dirigente Stanchi con cui l’assessore si era scambiato qualche querela), avevano fatto pensare ad un possibile rimpasto che non c’è stato. Adesso l’accelerazione di Forza Italia che, se da un lato mette il sindaco nella condizione di scendere quanto prima a «patti» anche per tutelare la candidata Di Donna alle regionali, dall’altro spinge lo stesso sindaco nelle braccia del Nuovo centrodestra che, ieri, restando in aula si è ritagliato uno spazio politico ancora più rilevante.

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