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Operai onesti a Trenitalia «Ci vergogniamo per i nostri colleghi»

FOGGIA - «Ci vergogniamo dei nostri colleghi che perdono tempo invece di lavorare». Così gli “operai onesti della Omc di Foggia” esprimono in una lettera il proprio disappunto per quanto dicono di vedere ogni giorno sul luogo di lavoro senza poter fare nulla. «I capi lo sanno, ma non fanno niente. Anzi fanno i forti con gli onesti e le pecore con gli “amici foggiani”», scrivono. Risposta di Trenitalia: «non ci risulta»
Operai onesti a Trenitalia «Ci vergogniamo per i nostri colleghi»
FOGGIA - «Ci vergogniamo dei nostri colleghi che perdono tempo invece di lavorare». Così gli “operai onesti della Omc di Foggia” esprimono in una lettera il proprio disappunto per quanto dicono di vedere ogni giorno sul luogo di lavoro senza poter fare nulla. «I capi lo sanno, ma non fanno niente. Anzi fanno i forti con gli onesti e le pecore con gli “amici foggiani”», scrivono.

Abbiamo contattato Trenitalia che ci ha fornito questa risposta: «Disponiamo di strumenti di controllo autonomi che ci consentono di individuare eventuali inadempienze e abusi da parte dei dipendenti. Al momento – riferisce l’ufficio stampa regionale di Trenitalia – non si risultano elementi a suffragio delle anomalie descritte nella lettera anonima. Qualora dovessero essere accertate l’azienda è subito pronta a intervenire».

Gli “operai onesti” non si firmano, ma parlano in questi termini di una realtà che occupa circa quattrocento dipendenti, fiore all’occhiel lo della produzione ferroviaria nel paese e considerata all’esterno un orgoglio della città di Foggia. L’Officina manutenzione ciclica di viale Fortore è luogo di eccellenza del gruppo Trenitalia, qui avviene la manutenzione dei treni regionali che viaggiano su tutte le linee italiane. Abbiamo pertanto tentennato parecchio prima di pubblicare uno scritto che potrebbe essere stato inviato da chiunque.
La lettera non mira però a diffamare qualcuno, si limita a descrivere una serie di furberie e raggiri da parte di un certo numero di dipendenti forse riscontrabili in qualsiasi luogo di lavoro. L’intento di questa pubblicazione è dunque solo quello di contribuire a denunciare eventuali malvezzi, ad “aprire gli occhi” a chi (eventualmente) dovrebbe aprirli.

La denuncia è stata inviata anche all’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Michele Elia e alla responsabile della gestione del personale del gruppo Fs, Veronica Chiodini, ai Carabinieri del comando provinciale di Foggia e alla Questura. «Ogni giorno – scrivono – ci tocca vedere l’arrivo dei furbi che si fanno marcare il tesserino magnetico da altri furbi arrivati prima. Sentiamo spesso notizie di persone che vengono beccate per non aver fatto il proprio dovere, ma qui non succede niente. Tutti se ne infischiano e pensano che, avendo il posto statale, nessuno ci potrà mai cacciare. Alcuni di questi lavoratori passano le giornate andando a prendere il caffè alla macchinetta più lontana, oppure stanno fuori in giardino al cellulare o al sole: questi sono quelli degli uffici. Gli operai come noi invece si siedono di fronte alla macchina del caffè e parlano per tanto tempo che noi, colleghi di lavoro, ci vergogniamo per quello che fanno. I capi li vedono, ma non dicono niente. Ci sono telecamere in tutta l’officina, ma si fa i ciechi così tutto scorre liscio. A noi invece ci tocca lavorare, altrimenti sono guai e rimproveri, se andiamo prima a fare la doccia ci viene fatto subito il “rapporto disciplinare”».

«Gli addetti alla portineria – scrivono gli “operai onesti” – dovrebbero stare in due al mattino sin dalle ore 6. Ma capita in alcuni turni di trovare un solo addetto che marca per tutti e due, così l’altro quando arriva da il cambio al collega che se ne può andare prima. Così uno può alzarsi tardi e venire con comodo, l’altro se ne va alle 9.30-10 e andare a fare i fatti suoi tanto sa che potrà non tornare perché il collega all’uscita gli marca il tesserino. Basterebbe guardare le registrazioni delle telecamere all’ingresso per capire la verità. Ci sono poi alcuni degli uffici che arrivano alle 6.30 del mattino (chissà perché visto che l’orario di inizio è alle 7.30). Anche questi marcano i tesserini ad altri colleghi che vediamo arrivare con comodo più tardi. I portieri li vedono, ma non dicono niente visto che anche loro sono in difetto. Siamo nauseati da tutto questo – concludono i lavoratori nella denuncia – serve un esempio forte così avremo meno straordinario e più produzione».

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