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Natale a Foggia Scompare la spigola ma resta l’anguilla

di LORITA BRUNO
FOGGIA - Malgrado il vento di crisi economica, al cenone della vigilia ed al pranzo di Natale i foggiani non rinunciano. Come vuole la tradizione: tutti a tavola a casa, in famiglia ed amici stretti. Sicuramente ad essere ritoccato è il menù, banditi i pesci costosi e pietanze elaborate, spazio ai piatti poveri. Ormai la frase che assume i colori grigi di un intercalare in queste festività è: «Quest’anno il taglio alle spese natalizie è inevitabile»
Natale a Foggia Scompare la spigola ma resta l’anguilla
di LORITA BRUNO

FOGGIA - Malgrado il vento di crisi economica, al cenone della vigilia ed al pranzo di Natale i foggiani non rinunciano. Come vuole la tradizione: tutti a tavola a casa, in famiglia ed amici stretti. Sicuramente ad essere ritoccato è il menù, banditi i pesci costosi e pietanze elaborate, spazio ai piatti poveri. Ormai la frase che assume i colori grigi di un intercalare in queste festività è: «Quest’anno il taglio alle spese natalizie è inevitabile». Si riducono in primis le spese per i regali, addobbi natalizi, abbigliamento e piccole escursioni. Ed alla “tavola” natalizia? Trucchi ed accorgimenti per rendere comunque ricco e gustoso il menù delle feste. Ecco che spuntano le ricette della tradizione, quelle appuntate sul quaderno dalla nonna, non troppo elaborate, semplici da fare ed economiche, l’importante è metterci il cuore. Mercatini ortofrutticoli affollatissimi, il tutto per organizzare per tempo il gran cenone della vigilia.

Il termometro del come è cambiata la spesa per il pranzo del Natale 2014 lo si vede soprattutto in pescheria: niente spigole di mare ma sicuramente molto pesce azzurro, come alici; c’è’ il ritorno dello sgombro. Nel menù foggiano anticrisi non può mancare l’an - guilla. «Già da qualche anno il menù delle feste natalizie a casa nostra è cambiato - racconta Adele, casalinga, sposata tre figli -. Non si rinuncia al cenone della vigilia, ma sicuramente non c’è spazio a pesci ricercati e costosi. Noi faremo uno spaghetto con il sughetto delle anguille, il piatto che solitamente prepara mia suocera. Non manca del baccalà, il trucco è acquistarlo con un certo anticipo, per evitare il gioco del rialzo prezzi. Noi prepariamo diverse pietanze a base di baccalà, da quello fritto alla teglia in forno con olive e pomodorini. Poi dell’anguilla alla brace, contorni di verdura, dai broccoletti ai finocchi gratinati. Un menù della tradizione e sicuramente piuttosto economico, l’importante è stare in famiglia».

C’è chi invece già da un paio d’anni ha abolito il cenone della vigilia, per portare in tavola una carrellata di pettole d’o gni tipo e dolci della tradizione. «Il giorno della vigilia, invito le mie tre figlie con le loro famiglie a casa e mangiamo pettole condite in ogni maniera - racconta la signora Assunta, casalinga e vedova -. Le faccio al pomodoro, con alici e ricotta, ai funghi e persino al baccalà. Ai miei nipoti che ormai sono giovanotti e signorine piacciono tanto e sicuramente il mio menù fa bene alla tasca. Poi naturalmente ci sono i dolci fatti in casa, dalle cartellate al miele e vincotto, ai mostaccioli e mandorle al cioccolato fondente, gianduia e bianco. Ed ancora dolcetti al cocco, alla nutella, alle nocciole, insomma c’è una bella varietà. Sono una di quelle signore che non hanno un granchè di pensione, quindi faccio quello che posso ma di certo non rinuncio al piacere di avere la mia famiglia a casa, come quando c’era ancora mio marito. Le mie figlie non lavorano, sono famiglie monoreddito, le spese sono tante con dei ragazzi adolescenti e si cerca di stringere la cinghia ma senza rinunciare alla bellezza di stare insieme, di condividere il Natale».

Per i foggiani il pranzo di Natale è da trascorrere in famiglia, ma non manca chi adotta qualche stratagemma per risparmiare e figurare, come il classico porta-teco: «Noi come sempre staremo a casa, in famiglia - spiega Milena, impiegata, sposata -. Da anni abbiamo adottato un sistema, ovvero quello di dividerci compiti e spese, un po’ perché abbiamo impegni di lavoro ma soprattutto per dividere i costi del menù. C’è mia cognata ad esempio che si occupa degli antipasti, mia sorella è addetta ai dolci, c’è una cugina che è imbattibile sugli arrosti. Io mi occupo del baccalà e delle anguille, niente piatti elaborati, semplici ed economici».

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