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Sei arresti a Foggia sequestrati droga e beni per 15 mln

BARI – Eseguite 6 ordinanze di custodia cautelare e sequestri preventivi di beni mobili, immobili, aziende e somme di denaro per un valore stimato in circa 15 milioni di euro nell’ambito di una indagine della Dda su un clan foggiano dedito al traffico di stupefacenti. Complessivamente sono stati sequestrati 34 chilogrammi di stupefacenti. Dalle indagini condotte è emerso che il gruppo era in grado di commercializzare circa 20 kg di stupefacente al mese, generando un volume di affari illecito di circa 60.000 euro mensili. Coinvolti esponenti della criminalità organizzata foggiana vicini al clan Sinesi-Francavilla
Sequestrati 600mila euro in beni a pregiudicato leccese
Sei arresti a Foggia sequestrati droga e beni per 15 mln
BARI  – I finanzieri del gruppo investigazione Criminalità Organizzata di Bari, in collaborazione con personale dello Scico di Roma, hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare e sequestri preventivi di beni mobili, immobili, aziende e somme di denaro per un valore stimato in circa 15 milioni di euro nell’ambito di una indagine della Dda su un clan foggiano dedito al traffico di stupefacenti. Complessivamente sono stati sequestrati 34 chilogrammi di stupefacenti.

Dalle indagini condotte è emerso che il gruppo era in grado di commercializzare circa 20 kg di stupefacente al mese, generando un volume di affari illecito di circa 60.000 euro mensili.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia e riguardano una organizzazione composta in prevalenza da esponenti della criminalità organizzata foggiana vicini al clan Sinesi-Francavilla. Il gruppo, secondo l’accusa, aveva come punto di riferimento Carmine Delli Carri, di 39 anni, che si occupava dell’approvvigionamento e della commercializzazione dello stupefacente.
La droga (sono 34 i chilogrammi sequestrati complessivamente) veniva solitamente venduta ad una clientela selezionata, fidelizzata mediante un sistema di consegne a domicilio, ordinativi fatti tramite facebook e pagamenti dilazionati.

La fase dello smercio dello stupefacente, che si estendeva anche in Molise e nelle Marche, era materialmente realizzata da Domenico Piserchia e Domenico Scrocco. Il primo curava direttamente i rapporti con la clientela, attivandosi per procacciare nuovi acquirenti e fette di mercato sempre più consistenti, rimpiazzando sistematicamente gli spacciatori arrestati con "nuova forza lavoro". Nel corso delle indagini sono stati infatti otto le persone arrestate dal Gico in flagranza di reato a Foggia, Jesi e Termoli. Scrocco era, invece, il "responsabile della logistica" e provvedeva al Trasporto ed alla consegna della droga ai clienti fuori regione.

Il gruppo disponeva anche di una cellula operativa nella criminalità cerignolana (Francesco Magrone e Francesco Mansi), e contatti in Lombardia per l’approvvigionamento di droga. I beni sono stati sequestrati in Puglia, Lombardia ed in Sardegna. Sono stati sottoposti a vincolo cautelare una villa a Santa Teresa di Gallura, sei immobili a Foggia e Cormano (Milano), due aziende a Foggia e Cormano oltre a 16 rapporti finanziari in istituti di credito in Puglia e Lombardia. Il tutto per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro.

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