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Foggia, traffico rifiuti chieste 11 condanne

FOGGIA - Il pm della Dda ha chiesto 11 condanne per complessivi 38 anni e 10 mesi di reclusione, con pene oscillanti da 2 anni e 8 mesi a 4 anni e mezzo, nel processo abbreviato a 11 foggiani e campani accusati di un colossale traffico di 297mila tonnelate di rifiuti speciali non pericolosi, stoccati in siti della Campania e sversati illecitamente, interrati e bruciati nel Foggiano
Foggia, traffico rifiuti chieste 11 condanne
FOGGIA - Il pm della direzione distrettuale antimafia Giuseppe Gatti ha chiesto 11 condanne per complessivi 38 anni e 10 mesi, con pene oscillanti da 2 anni e 8 mesi ai 4 anni e mezzo, nel processo abbreviato «Black land» in corso di svolgimento davanti al gup di Bari a 11 foggiani e campani accusati di traffico illecito di 297mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi stoccati nell’ultimo anno in siti della Campania e sversati illecitamente, interrati e/o bruciati nelle campagne e in cave del Foggiano, oltre che in terreni del nord Barese e delle province di Benevento e Potenza. Titolari e dipendenti di ditte di compostaggio, aziende di trasporti, cooperative, camionisti, e proprietari di terreni avrebbero indiscriminatamente sversato rifiuti per risparmiare - dice l’accusa - sui costi per un corretto smaltimento dell’immondizia.

Arresti e sequestro di beni - L’inchiesta «Black land» (terra sporca) di Dda, carabinieri e Dia sfociò nel blitz dell’11 aprile scorso con l’arresto di 14 persone sull’asse Foggia-Campania; e un maxi-sequestro di aziende, camion e discariche per un valore stimato dagli investigatori in 25 milioni di euro. Sono 18 gli imputati: si tratta di 14 persone e 4 ditte («Biocompost Irpino», «Spazio verde plus»; «Edili C» e «P.I. trasporti»), queste ultime coinvolte in base alla legge che prevede la responsabilità anche degli enti e delle aziende, con confische e sanzioni in caso di condanna. Il processo si è sdoppiato: 11 imputati hanno scelto il rito abbreviato davanti al gup di Bari Marco Galesi (per l’accusa di traffico di rifiuti è competente la Dda); e i 7 (tre imputati «fisici» e le 4 aziende) per i quali si sta celebrando il processo di primo grado in corso davanti al giudice monocratico del Tribunale di Foggia. Sono complessivamente 25 i capi d’imputazione contestati dalla Dda a vario titolo ai 14 imputati «fisici»: 24 accuse riguardano singoli episodi di smaltimento illecito e di gestione di discariche abusive, la 25° imputazione - quella principale - coinvolge tutti in relazione al traffico illecito di rifiuti.

«Condannateli tutti» - Il pm Gatti, ieri mattina al termine di circa due ore di requisitoria davanti al gup di Bari, ha chiesto 4 anni e 6 mesi di reclusione Gerio Ciaffa, 41 anni di Ordona, amministratore di fatto della «Edil C» e della «Pl trasporti» che nella precedente udienza ha ammesso, e che ieri in aula è stato colto da un malore, tant’è che è dovuto intervenire il «118»; 3 anni e 8 mesi per Giuseppe Zenga, 27 anni, Carapelle, autotrasportatore; 4 anni per Michele Brandonisio, 30 anni, Cerignola, amministratore della «Ecoball Bat»; 4 anni per Donato Petronzi, 37 anni di San Paolo di Civitate, titolare dell’omonima ditta di trasporti; 3 anni e 8 mesi per Giuseppe Gammarota, 33 anni, Carapelle, dipendente della coop «Spazio verde plus»; 2 anni e 8 mesi per Francesco Di Leno, 54 anni, Carapelle, autista; 3 anni e 8 mesi per Donato Del Grosso, 47 anni, autista; 3 anni e 4 mesi a testa per Claudio Durante, 38 anni, Stornarella, e Francesco Pelullo, 38 anni di Cerignola (i due sono proprietari di terreni che sarebbero stati messi a disposizione per sversare i rifiuti della frazione secca); come 3 anni e 4 mesi sono stati chiesti per Giuseppe De Nittis, 36 anni di Castelluccio dei Sauri, legale rappresentante della «Edil C»; chiesti infine 2 anni e 8 mesi per Gianluca Cantarelli, 33 anni di Aversa, autista che aveva inutilmente proposto nei mesi scorsi di patteggiare una condanna a 2 anni di reclusione con beneficio della sospensione condizionale della pena.

Risarcimenti milionari - La condanna degli imputati e risarcimenti milionari è stata chiesta ieri anche dai legali di parte civile, una dozzina tra enti locali (i Comuni di Cerignola, Ordona, Carapelle, Apricena e Trani; il «consorzio igiene ambientale FG/4-Regione Puglia») ed associazioni ambientaliste. L’avv. Pietro Barbaro, legale di Comune di Cerignola e consorzio igiene ambientale, ha chiesto un risarcimento di 15 milioni a testa per ciascun ente. Dopo la requisitoria del pm e gli interventi delle parti civile, sono cominciate le arringhe difensive: sentenza entro la fine dell’anno.

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