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Masso di 30 t. cade fra ulivi e case rurali

di MICHELE APOLLONIO
MANFREDONIA - Si è staccato dalla parete del Gargano che guarda Manfredonia ed è rotolato giù per oltre trecento metri attraversando un’area con una pendenza di 29 gradi, lasciando una scia profonda e distruggendo tutto quanto ha incontrato sul suo tragitto fermandosi, fortunatamente a pochi metri da alcune case rurali ai margini della piana di Manfredonia
Masso di 30 t. cade fra ulivi e case rurali
di MICHELE APOLLONIO

MANFREDONIA - Si è staccato dalla parete del Gargano che guarda Manfredonia ed è rotolato giù per oltre trecento metri attraversando un’area con una pendenza di 29 gradi, lasciando una scia profonda e distruggendo tutto quanto ha incontrato sul suo tragitto fermandosi, fortunatamente a pochi metri da alcune case rurali ai margini della piana di Manfredonia. A creare una situazione di pericolo con impensabili conseguenze, un enorme masso di oltre 30 tonnellate staccatosi dal fronte roccioso a monte della località dall’emblematico nome “Ripa di sasso”, poco più a destra della strada che da Manfredonia sale verso la frazione Montagna, sita su quel pianoro garganico.

A denunciarne al Comune la caduta e i danni provocati, il proprietario di un fabbricato rurale scampato per miracolo a quella “bomba” naturale. Il responsabile dell’ufficio di Protezione civile comunale con una squadra di tecnici, ha effettuato un sopralluogo che ha confermato come l’enorme macigno si è effettivamente staccato dalla parete ad una cinquantina di metri di altezza ed è precipitato verso la piana coltivata ad uliveti e costellata da fabbricati e case rurali. La velocità impressa dall’inclinazione del suolo e dall’enorme peso del masso, è stata in qualche modo attutita dal terreno reso morbido dalla pioggia: se fosse stato roccioso non è immaginabile dove e come sarebbe andato a finire.

Il sindaco Angelo Riccardi ha immediatamente incaricato il geologo Biagio Ciuffreda per un sopralluogo e una verifica dello stato dei luoghi e una prima valutazione del fenomeno per avere utili indicazioni quanto meno su una immediata ripetizione del fenomeno. L’ispezione ha stabilito che il masso precipitato faceva parte di una massa rocciosa ben più consistente che si è andata frantumando nella caduta. Il distacco è avvenuto in un’area che ha già subito dei movimenti di crollo per la presenza di instabilità locali.
«Vi è una situazione di pericolo – ha accertato il geologo - per la presenza di ulteriori blocchi lapidei in equilibrio precario». E’ stato pertanto ravvisata la necessità di uno studio dettagliato della stabilità del costone roccioso e la progettazione di un idoneo intervento di consolidamento. Il sindaco Riccardi ha pertanto segnalato la “criticità” al Centro funzionale decentrato della Regione Puglia, nonché ad altri enti interessati al fenomeno.

Per intanto è stato fatto divieto di accesso e di transito nella zona coinvolta dal crollo; di non consentire l’utilizzo e la permanenza di persone negli immobili presenti nella zona opportunamente transennata e segnalata da apposita cartellonistica. Il crollo di Ripa di sasso non è un caso sporadico: crolli più o meno analoghi sono avvenuti e avvengono in altre località garganiche. La caduta di massi ha ad esempio interessato un tratto della statale 89 garganica che collega Mattinata a Vieste tanto che è stata chiusa al traffico. Situazioni di pericolo per caduta massi, anche sulla Pedegarganica-Rignano. Insomma anche il Gargano, così come altre aree d’Italia, è sotto l’incubo di frane e smottamenti che andrebbero ispezionati ed eventualmente messi insicurezza.

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