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Fratture e ustioni a bimbi di tre anni condannato tunisino

FOGGIA - Nove anni di carcere a un 28enne. Il pm ne aveva chiesti 20. Vittime delle sevizie, i figli della cognata-amante. I piccoli presi a frustate, sotto gli occhi della loro mamma e dei due cuginetti figli dell’imputato. I bambini finiti in ospedale con fratture, ferite e ustioni. L'uomo accusato di lesioni gravissime aggravate da crudeltà e futili motivi
Fratture e ustioni a bimbi di tre anni condannato tunisino
FOGGIA - Un tunisino 28enne residente a Foggia è stato condannato a 9 anni di carcere (il pm ne aveva chiesti 20) per le sevizie a due bambini due 2 e tre anni, figli della cognata con la quale aveva una relazione sentimentale. I piccoli presi a frustate, sotto gli occhi della loro mamma e dei due cuginetti figli dell’imputato. La sentenza, emessa con rito abbreviato, è del gup del tribunale di Foggia. L'uomo accusato di lesioni gravissime aggravate da crudeltà e futili motivi ai danni dei due figli della cognata-amante, finiti anche in ospedale con fratture, ferite e ustioni. Le 6 vittime (moglie e due figli dell’imputato, cognata e rispettivi due figli) sono tutti foggiani.

I fatti risalgono ad alcuni mesi fa. La mattina dell’8 aprile i due fratellini furono ricoverati con prognosi superiori ai 40 giorni: quello di 2 anni aveva un braccio fratturato, ecchimosi su varie parti del corpo anche sui genitoli e cicatrici da ustioni sulle labbra; la sorellina di 3 anni aveva le anche fratturate a calci, ferite e ustioni in varie parti del corpo. Il poliziotto di turno al posto fisso di polizia degli ospedali riuniti nel leggere i referti allertò i colleghi dell’ufficio minori della Questura e partì l’inchiesta di pm e squadra mobile da svolgersi in tempi stretti.

Perchè? Perchè il sospettato in quei giorni era detenuto (arrestato l’8 aprile per possesso di qualche dose di hashish, fu scarcerato tre giorni dopo e subito fermato dai poliziotti per le violenze in famiglia) e bisognava muoversi con rapidità perchè l’indagato una volta libero per la vicenda-droga, avrebbe scoperto che i suoi due figli erano stati nel frattempo affidati a una casa famiglia, avrebbe capito d’essere stato denunciato ed avrebbe potuto scappare, argomentò il pm nell’ordinarne il fermo.Il racconto dell’orrore In quei tre giorni tra l’8 e l’11 aprile pm e poliziotti interrogarono moglie dell’imputato, cognata e una persona che aveva ricevuto le confidenze di quest’ultima sul clima di violenza.

La cognata dell’imputato, separatasi dal marito, a gennaio 2014 era andata a vivere con i due figlioletti a casa del presunto bruto insieme a lui, la moglie e i due figli della coppia. Dopo un periodo iniziale di buona convivenza, dice l’accusa, erano cominciate le violenze concentrate soprattutto sui due figlioletti della cognata, sevizie cui in alcune occasioni sarebbero stati costretti ad assistere anche i due figli dell’imputato. La piccola di 3 anni era stata picchiata talmente forte in una circostanza da non riuscire a camminare. Emerse che tra imputato e cognata c’era una relazione sentimentale, che l’uomo aveva preteso dalla cognata-amante che i due figlioletti dormissero con lui, e che lei acconsentì per paura d’essere picchiata: non l’aveva mai denunciato anche perchè lui non la faceva uscire di casa e la donna inoltre temeva che le sarebbero stati tolti i figli.

Anche la moglie dell’imputato disse d’aver paura del marito: se non era mai intervenuta in difesa dei nipotini, era perchè aveva timore del coniuge che l’avrebbe pestata più volte, anche per motivi banali come quanto la picchiò accusandola di non saper cucinare.

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